Il ddl sull’antisemitismo provoca divisioni nel Pd e irrita Elly Schlein

04.12.2025 18:55
Il ddl sull'antisemitismo provoca divisioni nel Pd e irrita Elly Schlein

Il disegno di legge, depositato il 20 novembre a prima firma del senatore Graziano Del Rio, è al centro di una nuova discussione interna tra i membri del Partito Democratico. Recentemente, la battaglia tra maggioranza e minoranza del Pd ha spostato l’attenzione sull’argomento antisemitismo. A suscitare polemiche è stata la proposta di legge sostenuta da alcuni senatori della minoranza, considerata «sconcertante» dal leader di Avs, Angelo Bonelli. Anche la segretaria del partito, Elly Schlein, si sarebbe mostrata «irritata» dalle critiche, riporta Attuale.

Il testo di Gasparri

Il ddl arriva poche settimane dopo che Maurizio Gasparri ha presentato una sua proposta per combattere l’antisemitismo. Invece di emendare il testo di centrodestra, i senatori dem hanno deciso di sviluppare una loro proposta. Così, il 20 novembre è stato depositato il documento al Senato, accompagnato da «una micro-comunicazione», probabilmente «per non creare troppo fastidio nel partito», come affermato da un esponente dem.

Cambiare la definizione di antisemitismo

Tra le disposizioni della proposta di legge vi è l’adozione della definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), la quale, secondo Angelo Bonelli, «qualifica come antisemita ogni critica radicale contro Israele». Questo definisce l’antisemitismo come una percezione negativa verso gli ebrei, capace di manifestarsi attraverso l’odio rivolto a persone, proprietà o istituzioni ebraiche.

Controllare le azioni nelle università

Un altro punto controverso è contenuto nell’articolo 4, dove si propone di «monitorare le azioni di prevenzione e contrasto all’antisemitismo in ambito universitario», prevedendo la creazione di una figura di controllo sulle attività interne agli atenei. Inoltre, il ddl stabilisce sanzioni per la «prevenzione, segnalazione, rimozione e punizione dei contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme digitali in lingua italiana».

Le reazioni della maggioranza

Le misure hanno sorpreso i membri più vicini a Schlein, che pur condannando ogni forma di antisemitismo, hanno espresso sostegno al popolo palestinese. «È evidente che ci sia una sensibilità diversa», avverte un riformista. Questa divergenza è emersa chiaramente quando il deputato del Pd Piero Fassino ha parlato alla Knesset, dichiarando che «Israele è una democrazia», mentre Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del partito, ha subito precisato che «non si trattava di una missione del Partito Democratico», distaccandosi nettamente dalla posizione espressa.

Posizioni divergenti

Martedì mattina, la deputata Laura Boldrini, insieme ad altri dem, ha condannato il governo di Netanyahu durante una missione in Cisgiordania, affermando che il governo «sopprime ogni libertà» e agisce «in pieno stile di pulizia etnica». Durante una conferenza stampa del Pd “Compagno è il mondo”, Boldrini ha dichiarato che «Israele non è una democrazia», accentuando ulteriormente le tensioni all’interno del partito. Un deputato dem ha provocatoriamente suggerito: «E se alla fine noi del Pd facessimo saltare il ddl proposto dallo stesso Pd? Sarebbe il colmo».

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