Le sfide del commercio globale: l’industria della produzione in tempi di tariffe elevate
Jacob Rothman, Presidente e CEO di Velong Enterprises, un produttore ed esportatore di attrezzature da cucina con sede a Shanghai, affronta le complesse dinamiche delle politiche tariffarie e commerciali in continua evoluzione. Questo contesto presenta sfide significative per le aziende, in particolare per quanto riguarda l’affidabilità delle previsioni di costo, che sono centrali per la pianificazione della produzione e la gestione dell’inventario, riporta Attuale.
Rothman sulle tariffe statunitensi del 30%: Le recenti decisioni dell’amministrazione Trump riguardo alle tariffe sulle importazioni cinesi non hanno modificato la nostra spinta a diversificare la produzione al di fuori della Cina. Tuttavia, ci chiediamo se riusciamo a gestire un carico del 30%. Abbiamo accumulato scorte consistenti, tra gli 8 e i 10 milioni di dollari, e queste riserve ci sono necessarie per finanziare i nostri impianti produttivi all’estero, i quali richiedono investimenti complessivi di circa 250 milioni di dollari, includendo progetti in India e Cambogia.
Questo capitale è cruciale per garantire la liquidità necessaria e per reinvestire, poiché il flusso di cassa è fondamentale. La possibilità di muovere le nostre scorte ha fornito un’ancora di salvezza in un contesto di tariffe elevate, ma i nostri clienti si trovano ad affrontare sfide simili per quanto riguarda la loro liquidità.
Situazione attuale della logistica e spedizioni: Numerosi porti, tra cui Qingdao, Yantian, Shanghai e Ningbo, hanno subito un periodo di congestione, ma ora la situazione è migliorata. Tuttavia, i costi di spedizione sono schizzati vertiginosamente, raggiungendo livelli simili a quelli durante la pandemia. La diminuzione dei voli merci ha aggravato la situazione, e ci vorrà tempo prima che i prezzi tornino a livelli accettabili.
Risposte della concorrenza: Alcuni dei nostri colleghi nel settore suggeriscono di concentrarsi maggiormente sui mercati europei, anche se ciò implica competere per quote di mercato minori. Questa situazione ha costretto molte aziende a lottare per una fetta più piccola del mercato globale, come se fossimo in una guerra per la sopravvivenza economica.
Competitività e sensibilità ai prezzi: La competitività dei prezzi è diventata ancor più pressante. Nonostante ciò, l’azienda non ha mai posto un focus esclusivo sugli Stati Uniti. Il mercato canadese, pur valido, è significativamente più piccolo. I grandi rivenditori come Walmart e Home Depot dominano, ma la situazione europea è simile con attori come Carrefour e Tesco, ognuno dei quali ha le sue peculiarità nei modelli di domanda.
Impatto dei tassi di cambio: La discesa del valore del renminbi rispetto al dollaro negli ultimi vent’anni ha avuto un effetto positivo sul nostro business. Tuttavia, attualmente assistiamo a una debolezza del dollaro, che riconduce a esportazioni cinesi più costose, aggravate da tariffe e costi di spedizione. L’allentamento delle tensioni tra i leader americani e cinesi ha inizialmente suscitato ottimismo, ma i fattori economici rimangono complessi e problematici.
Ricalibrazione della catena di approvvigionamento in APAC: La migrazione produttiva verso paesi come il Vietnam sta continuando a favore della diversificazione, con la Cina che mantiene una posizione leader. Tuttavia, le difficoltà derivano dalla percezione di queste dispute commerciali come problematiche unicamente americane. È necessario lavorare per un equilibrio nella catena di approvvigionamento, e le imprese che riusciranno a navigare attraverso queste acque tumultuose emergeranno più forti.