Il dolore del padre di Alessandro Ambrosio: “Voglio sapere perché è stato ucciso”

07.01.2026 02:25
Il dolore del padre di Alessandro Ambrosio: “Voglio sapere perché è stato ucciso”

Assassinio di un capotreno a Bologna: Marin Jelenic arrestato dopo 27 ore di caccia all’uomo

Bologna, 7 gennaio 2026 – Il capotreno Alessandro Ambrosio è stato accoltellato e ucciso nella stazione di Bologna, colpendo profondamente la comunità. Il padre di Alessandro, Luigi Ambrosio, descrive suo figlio come una mente superiore, capace di realizzare molto di più nella vita. Marin Jelenic, l’individuo sospettato dell’omicidio, è stato arrestato dopo una lunga caccia all’uomo durata 27 ore, riporta Attuale.

Alessandro Ambrosio, 34 anni, lavorava per Trenitalia da nove anni, seguendo le orme del padre, il quale ha trascorso 40 anni nel settore ferroviario. Solo sei giorni prima di questo tragico evento, Luigi era andato in pensione. La vita di Alessandro era animata da numerosi interessi, tra cui la musica come chitarrista nella band ‘Fankaz’ e il pallavolo.

Il dolore ha colpito duramente i familiari e gli amici, mentre Luigi Ambrosio condivide ricordi toccanti di suo figlio, nato dall’amore con la moglie Lisa Carbone, ma stroncato dalla violenza. “Non voglio ripercorrere ciò che è successo. Voglio solo sapere perché è accaduto”, ha dichiarato Luigi, aggiungendo che il legame con Alessandro era molto stretto, nonostante le dinamiche della vita moderna.

Alessandro era frequentemente fuori casa per lavoro e passioni, rendendo difficile per la famiglia trascorrere del tempo insieme. Ricorda il Natale trascorso insieme, quando la famiglia si è riunita per festeggiare, un momento di gioia che contrasta con l’attuale tragedia. “Viveva per modo di dire”, ha affermato Luigi, evidenziando l’assenza. Questo evento ha stravolto la vita della famiglia, lasciando un vuoto incolmabile.

Luigi ha preso l’iniziativa di rendere omaggio ad Alessandro con un funerale laico, chiedendo al sindaco di Anzola dell’Emilia di celebrare una cerimonia che riflettesse il carattere vivace di suo figlio. Desidera un rito che inauguri la partecipazione degli amici, invitando chiunque voglia a condividere un pensiero. “Vogliamo che sia una festa, non un funerale”, ha concluso.

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