Il Forum Economico Mondiale di Davos Sotto l’Influenza di Trump
Per la prima volta dal 2020, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parteciperà di persona al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, spazzando via per più di cinquant’anni di ideali di libero scambio, promozione della democrazia e valori liberali. Le sue recenti azioni, come l’attacco al Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro, hanno alterato radicalmente il contesto dell’evento, con l’organizzazione del Forum che sembra aver ammorbidito i suoi principi di fronte alla sua influenza, riporta Attuale.
Trump arriverà a Davos tra grandi attese, dopo aver minacciato di attaccare l’Iran e la Groenlandia, quest’ultima da annettere come nuovo territorio statunitense. In precedenza, ha devastato l’ordine economico internazionale con misure protezionistiche e ha indebolito le istituzioni democratiche statunitensi. Queste azioni presentano una visione del mondo completamente diversa rispetto a quella sostenuta dal Forum negli anni passati.
Storicamente, il Forum di Davos ha spesso mostrato ipocrisia, con politici e imprenditori che facevano proclami pubblici sulla responsabilità sociale mentre trattavano affari privati durante le cene. Tuttavia, quest’anno, il Forum si sta preparando a una chiara transizione, riducendo o eliminando temi cruciali come la crisi climatica e la giustizia fiscale, che avevano dominato le discussioni degli anni precedenti.
Il comunicato di apertura dell’evento di quest’anno si limita ad affermare genericamente che si affronteranno “le questioni più importanti per le persone, l’economia e il pianeta”, senza menzionare esplicitamente i temi delicati per Trump. La sezione dedicata al clima è praticamente scomparsa, passando da circa 30 eventi dedicati l’anno scorso a una decina di quest’anno, un deciso ridimensionamento di un argomento sempre osteggiato dal presidente statunitense.
I temi centrali di quest’edizione si concentreranno su crescita economica, innovazione tecnologica e investimenti, tutti aspetti ben visti da Trump. Al contempo, molti leader europei parteciperanno al Forum con l’obiettivo di moderare le sue ambizioni territoriali sulla Groenlandia, senza però certezze sulle possibilità di successo.
Il Forum sta anche attraversando un cambio di leadership significativo, con Klaus Schwab, fondatore dell’evento, dimessosi dal consiglio di amministrazione l’anno scorso a seguito di diversi scandali. Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, lo ha sostituito temporaneamente. Fink, noto in passato per il suo sostegno alla transizione ecologica, ha ridotto il suo impegno in tal senso da quando Trump è tornato al potere.
In tale contesto, figure un tempo critiche nei confronti del Forum, come l’estremista britannico Nigel Farage, e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, dovrebbero partecipare a Davos, quest’ultima prevedibilmente approfittando dell’occasione per incontrare Trump senza però ufficialmente prendere parte al Forum.