Kuleba: «La sicurezza europea è responsabilità degli europei mentre la Groenlandia domina l’agenda internazionale»

22.01.2026 08:15
Kuleba: «La sicurezza europea è responsabilità degli europei mentre la Groenlandia domina l'agenda internazionale»

Incontri di Davos: Rischi per Zelensky e la questione della Groenlandia

KIEV «Il rischio più grave per Volodymyr Zelensky nel suo atteso incontro con Donald Trump per le prossime ore a Davos potrebbe presentarsi se venisse posto sotto pressione per sostenere le mire del presidente americano sulla Groenlandia», segnala Dmytro Kuleba, ex ministro degli Esteri ucraino, in un’intervista realizzata a Kiev, riporta Attuale.

Le attese per i colloqui di Davos sono elevate, ma le preoccupazioni non mancano. Kuleba si aspetta che i due leader possano annunciare dei progressi sui piani di ricostruzione dell’Ucraina; tuttavia, non si aspetta passi avanti significativi verso un cessate il fuoco con Mosca.

Trump ha recentemente dichiarato che Zelensky e Putin «sarebbero stupidi» se non firmassero un accordo di pace. Tuttavia, secondo Kuleba, «la palla è al momento nel campo russo e Putin non ha fretta di fare concessioni, indipendentemente dalle affermazioni di Trump».

Il ex ministro ha messo in risalto che, mentre Trump afferma che spetta all’Europa risolvere il conflitto, l’Europa deve essere pronta a prendere in mano la situazione. «Non vedo cosa Trump possa dire di più su questo tema. Il suo messaggio è chiaro da tempo: la sicurezza dell’Europa non è più responsabilità degli Stati Uniti e il sostegno militare all’Ucraina è un affare europeo», ha spiegato Kuleba.

Zelensky è preoccupato che la crescente tensione tra Europa e Stati Uniti possa danneggiare ulteriormente l’Ucraina. «Mi sembra che per le prossime settimane la Groenlandia dominerà l’agenda internazionale. L’Ucraina è in una posizione difficile…». Kuleba avverte che, per il lungo periodo, la situazione potrebbe costringere l’Europa a risvegliarsi e ad affrontare la propria difesa militare, rendendo l’Ucraina una componente integrale di questa strategia.

Le prospettive di pace con la Russia rimangono incerte. Kuleba non vede cambiamenti nella posizione di Putin e afferma che «i negoziati sono bloccati, con o senza Davos. Certo, si può parlare di diplomazia e garanzie di sicurezza, ma la guerra continua».

Affrontando la proposta di Trump di creare un «Board for Peace», Kuleba ha manifestato scetticismo. «Nessuno sa bene cosa sia questo Board. Non vorrei vedere Zelensky incalzato da Trump sulla Groenlandia di fronte alle telecamere», ha commentato.

In merito alla creazione di un esercito europeo, ha affermato che attualmente esistono già strutture di comando, ma restano sotto l’ala delle forze statunitensi. «Sino a quando gli americani sono nell’Alleanza, nulla può cambiare», ha avvertito, sottolineando che la situazione potrebbe evolversi rapidamente se ci fosse un attacco russo a un paese europeo.

Kuleba ha espresso la convinzione che la guerra sarà lunga e che la determinazione a resistere giocherà un ruolo cruciale. «Se guardiamo alle risorse dell’Ucraina sommate a quelle europee è ovvio che noi siamo più forti dei russi», ha osservato. Tuttavia, ha avvertito che il vero problema è vedere chi sarà disposto a mobilitare risorse sufficienti per affrontare la situazione attuale.

In un contesto di crescente incertezze e difficoltà, la reazione degli ucraini alla guerra è complessa. «In parecchi casi male. Crescono le gelosie e le polemiche interne contro le autorità accusate di incompetenza. Per molti aspetti vedo più determinazione tra i soldati nelle trincee che nel nostro home front», ha condiviso Kuleba.

Nel corona di queste sfide, la risposta continua a essere chiara: resistere, controbattere e pregare, come ha sintetizzato Kuleba.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere