Mark Carney a Davos: il premier canadese avverte le nazioni contro la coercizione economica di Trump

22.01.2026 08:35
Mark Carney a Davos: il premier canadese avverte le nazioni contro la coercizione economica di Trump

Carney avverte: «È tempo di agire contro la coercizione economica»

Il premier canadese Mark Carney, durante un intervento al World Economic Forum di Davos, ha denunciato le politiche predatorie delle grandi potenze, esortando i Paesi a non rimanere in silenzio di fronte alla coercizione economica, soprattutto quando proviene da un alleato. «È tempo che le medie potenze agiscano insieme», ha sottolineato Carney, un avvertimento che risuona in un contesto internazionale sempre più teso, riporta Attuale.

Carney ha criticato le nazioni che, a suo avviso, non stanno proteggendo i loro interessi reali. «C’è una forte tendenza ad adeguarsi, cercare accomodamenti, evitare guai, sperando che l’obbedienza possa comprare sicurezza. Non lo farà», ha avvertito. Ha poi esemplificato questa dinamica tramite la Groenlandia, dove il Canada sta «con fermezza al fianco dei suoi abitanti e della Danimarca», sottolineando il diritto di auto-determinazione dell’isola, in accordo con l’articolo 5 del Trattato NATO.

Il discorso di Carney ha toccato anche il tema dell’«ordine internazionale basato sulle regole», descritto come «una storia in parte falsa» poiché i più forti si auto-esentono dalle regole quando avviene loro più conveniente. Ha dichiarato che, sebbene fosse una «finzione utile», ha sempre offerto benefici a molti Paesi, come rotte marittime aperte e un sistema finanziario stabile.

Carney ha richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare le «discrepanze tra retorica e realtà» e di smettere di invocare un ordine basato sulle regole che non funziona più. «Siamo nel mezzo di una rottura, dove le grandi potenze usano l’integrazione economica come arma», ha affermato, sottolineando che i Paesi devono lavorare in coalizioni e rafforzare le loro economie.

Il premier canadese ha concluso il suo intervento affermando: «È tempo di togliere il cartello», un richiamo diretto alla necessità di riconoscere la realtà attuale delle relazioni internazionali. Il suo discorso è destinato a lasciare un segno, in quanto ha tracciato la strada per «nuove istituzioni e accordi» fra i Paesi medio-grandi, una vera e propria chiamata all’azione per il futuro del multilateralismo.

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