Rigettata la richiesta di messa alla prova per John Elkann
Torino, 11 febbraio 2026 – Il giudice per le indagini preliminari di Torino ha rigettato la richiesta di messa alla prova avanzata da John Elkann nel procedimento riguardante l’eredità Agnelli e, in particolare, la residenza della nonna, Marella Caracciolo. La decisione, presa oggi, restituisce gli atti alla procura, che ora dovrà decidere come procedere, riporta Attuale.
Il gip Giovanna Di Maria ha pertanto respinto l’istanza di messa alla prova presentata dai legali di Elkann. Gli atti torneranno ora ai pubblici ministeri, che dovranno disporre una nuova chiusura delle indagini in relazione alla posizione dell’a.d. della holding Exor e nipote dell’Avvocato Agnelli.
I legali di John Elkann, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi, hanno commentato il rigetto, affermando: “Per noi era atteso e, d’altra parte, avevamo perso interesse a questa istanza, vista la frammentazione che si era creata nel quadro processuale. È una decisione che per noi non cambia niente, perché adesso gli atti saranno restituiti al pubblico ministero”.
Il pubblico ministero dovrà incriminare nuovamente in merito all’indagine sull’eredità di Marella Caracciolo e i legali preannunciano: “Noi andremo avanti sul merito e dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla”. Riguardo al rischio di prescrizione, hanno aggiunto: “Noi non facciamo calcoli, difendiamo una persona che non ha fatto niente”. Sottolineano altresì la volontà di dimostrare l’estraneità di Elkann ai fatti.
Lo scorso ottobre, al termine delle indagini preliminari sull’eredità di Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Giovanni Agnelli, la procura di Torino aveva espresso parere favorevole alla richiesta di Elkann di sospensione del procedimento con messa alla prova. Il caso coinvolge, oltre a John Elkann, anche i suoi due fratelli, Lapo e Ginevra Elkann, il commercialista Gianluca Ferrero, il notaio svizzero Robert Urs Von Gruningen e il notaio Remo Morone.
La procura ha inoltrato una richiesta di archiviazione integrale per Lapo e Ginevra Elkann e per il notaio svizzero, mentre ha chiesto l’archiviazione parziale per dichiarazione infedele, limitatamente a due annualità per John Elkann e Gianluca Ferrero. Inoltre, ha espresso parere favorevole alla richiesta di applicazione pena presentata dal commercialista Ferrero e ha notificato l’avviso di conclusione indagine al notaio Morone.
I legali di Margherita Agnelli hanno sottolineato che la richiesta dimostra “la gravità delle condotte illecite poste in essere, con rilevanti ripercussioni sui procedimenti civili pendenti in Italia e in Svizzera”, affermando che esiste una “inequivocabile ammissione di responsabilità” da parte di Elkann e Ferrero. Il loro avvocato, Dario Trevisan, ha aggiunto che l’udienza civile di Torino conferma l’esistenza di un piano fraudolento ai danni di Margherita Agnelli e che Marella Caracciolo avesse residenza effettiva in Italia, soggetta alle leggi successorie italiane.
Il chiarimento dell’avvocato Paolo Siniscalchi afferma che la richiesta di messa alla prova e la definizione con il fisco non comportano “alcuna ammissione di responsabilità”. Ha inoltre sottolineato che le decisioni della procura potrebbero velocizzare la conclusione di una vicenda dolorosa, evitando ulteriori conseguenze personali e familiari.
Se la messa alla prova fosse stata accolta, il procedimento contro Elkann si sarebbe concluso con una sentenza di estinzione di tutti i reati per i quali è attualmente indagato.