Il governo italiano esprime scetticismo sui controdazi di Trump, considerati “una follia”

21.01.2026 02:45
Il governo italiano esprime scetticismo sui controdazi di Trump, considerati "una follia"

La Meloni in crisi di fronte alle tensioni internazionali

Roma, 21 gennaio 2026 – Per la prima volta, la posizione di mediazione sempre perseguita da Giorgia Meloni tra gli Stati Uniti di Donald Trump e l’Europa risulta impraticabile. La premier ha criticato l’aggressività del tycoon riguardo alla Groenlandia, schierandosi a favore dei partner europei, consapevole che, nonostante le minacce del presidente francese Emmanuel Macron, gli alleati del continente non intendono né possono intraprendere guerre commerciali, tanto meno conflitti armati, contro la potenza americana, riporta Attuale.

Tuttavia, Meloni si trova ora ad affrontare difficoltà nel campo internazionale, dove finora ha dimostrato una certa abilità. La sua presenza al World Economic Forum di Davos, dove i leader globali discutono sulla Groenlandia e sulle tariffe, insieme alla situazione in Ucraina e in Medio Oriente, non è in programma. Non è nemmeno chiaro se una visita si rivelerà necessaria. È poco probabile che Meloni partecipi al Board of Peace creato da Washington per la ricostruzione di Gaza, dato che Trump ha richiesto un fiche di un miliardo di dollari per sedersi al tavolo, una condizione che ha spinto anche il premier britannico Keir Starmer a farsi da parte.

Dopo il viaggio in Giappone e Corea, la premier sembra quindi essersi un po’ ritirata dalla scena internazionale, aspettando che la situazione si evolva. Non è giunta alcuna reazione da parte del Cremlino, che ha commentato le dichiarazioni di Meloni e di altri leader europei sulla necessità di avviare un dialogo con Mosca. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha inviato un messaggio chiaro: “Chi vuole parlare con noi in modo serio, ci contatti”.

Meloni è ora consapevole che, dopo aver intuito durante la telefonata con Trump l’impossibilità di mediazioni, deve bilanciare le pressioni americane e sostenere un’Europa sempre più frammentata dagli interessi nazionalistici, rappresentati dal suo stesso governo.

La premier parteciperà domani al Consiglio Europeo Straordinario. In vista di ciò, le opposizioni sollecitano un suo intervento in parlamento sulla situazione internazionale, in particolare riguardo alla Groenlandia, prima della riunione dei 27. Tuttavia, i tempi sono ristretti, visto che oggi rappresenta l’unico giorno utile.

La linea del governo italiano, come sottolineato dal ministro degli Affari europei Tommaso Foti, rimane scettica riguardo all’idea di contro-dazi europei sugli Stati Uniti, considerati “una follia”. Il vicepremier Matteo Salvini vede invece l’eventualità di dazi al 200% sui vini francesi come un’opportunità per i vini italiani. Dalla parte opposta, il capogruppo dei Conservatori a Strasburgo Nicola Procaccini critica le “piccole spedizioni militari europee” in Groenlandia, definite “un affronto per gli USA”, e lamenta l’abbandono della difesa militare dell’Artico. Allo stesso modo, Procaccini considera “un errore” la sospensione della ratifica dei dazi USA decisa dall’Europa, mentre il pentastellato Pasquale Tridico ne apprezza le motivazioni.

A Roma, nel frattempo, le opposizioni richiedono che Meloni venga in aula a relazionare sulla crisi, che si profila come una delle minacce più significative ai legami euro-atlantici negli ultimi decenni. “Serve una risposta decisa e unita dall’Europa”, afferma Nicola Fratoianni, contestando a Meloni la sua “subalternità a Trump”, definita “sbagliata, inaccettabile e pericolosa”. La stessa posizione è espressa dalla pentastellata Chiara Appendino, mentre il verde Angelo Bonelli evidenzia la percezione di una fine della NATO. La segretaria dem Elly Schlein, nel frattempo, ha scritto alla premier danese Mette Frederiksen, assicurandole che può “contare pienamente sulla solidarietà di tutte le forze progressiste in Italia e in tutta Europa per difendere il diritto internazionale, la sovranità democratica e sostenere l’integrità territoriale della Danimarca”.

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