Il governo Meloni diventa il terzo più longevo della Repubblica, elogi di Trump per i toni anti woke

20.10.2025 03:25
Il governo Meloni diventa il terzo più longevo della Repubblica, elogi di Trump per i toni anti woke

Il governo Meloni diventa il terzo più longevo della Repubblica

Roma, 20 ottobre 2025 – Il governo guidato da Giorgia Meloni è da ieri il terzo più longevo della storia della Repubblica. Sono passati 1.093 giorni dal giuramento nelle mani del presidente Sergio Mattarella, il 22 ottobre del 2022, e l’esecutivo con la prima donna presidente del Consiglio taglia un traguardo che eguaglia (e oggi supera) quello del governo Craxi, vissuto per quattro estati, dal 1983 al 1986. Meloni si piazza dunque al terzo posto, ma servirà ancora quasi un anno a Palazzo Chigi per raggiungere il record del Berlusconi II – primo governo più longevo, seguito dal Berlusconi IV – che restò in carica per 1.412 giorni tra il 2001 e il 2005, riporta Attuale.

In ottanta anni di vita repubblicana, la longevità è appartenuta più ai governi di centrodestra che a quelli di centrosinistra (al quarto posto c’è Matteo Renzi con 1.024 giorni), ma il podio conquistato dall’esecutivo Meloni ha per il centrodestra un sapore particolare. Innanzitutto perché il governo è a trazione del partito più a destra, Fratelli d’Italia, rimasto all’opposizione di tutti i governi tecnici degli ultimi dieci anni e risalito in pochi anni dal 4,3% delle Politiche del 2018 al 26%, primo partito della coalizione, di tre anni fa.

È tempo di bilanci? Forse. I risultati sul fronte di economia e occupazione sono buoni e a livello internazionale Meloni, dopo alcune diffidenze iniziali, si è guadagnata elogi a cui si somma il rapporto speciale con Donald Trump che ieri è tornato a sostenerla dopo che la premier, in un video messaggio trasmesso al gala per i 50 anni della Fondazione nazionale Italia America (Niaf), si è schierata con lui contro la cultura ‘woke’.

La settimana scorsa Trump ha ripristinato le celebrazioni per il Columbus Day contro chi individuava nella figura di Cristoforo Colombo un simbolo del colonialismo e dello sfruttamento dei nativi americani. Meloni sta con Trump su tutta la linea: “Ci sono forze che cercano di dividerci”, “di cancellare la nostra cultura, le nostre tradizioni condivise, la chiamano cultura ‘woke’”, sostiene nel video per la Niaf. Cancellare le celebrazioni per Colombo significa “cancellare la storia fondamentale degli italo-americani e negare loro un posto speciale” nella storia americana, “non glielo permetteremo”.

L’appoggio di Trump non si è fatto attendere e sul suo social, Truth, ha postato un breve video del celeberrimo “Io sono Giorgia. Sono una donna. Sono una madre. Sono italiana. Sono cristiana”, accompagnato dal repost dell’intervento di un’utente secondo la quale Meloni “sfida l’Unione europea e punta a un accordo commerciale diretto con Trump. Ottima mossa Meloni. È una scelta intelligente”. La maggioranza di centrodestra ha apprezzato ma le opposizioni chiedono se la notizia di una distanza dall’Europa nella trattativa sui dazi abbia “fondamento o se Meloni debba smentire Trump”.

Per quanto riguarda il fronte interno, sulle riforme annunciate c’è ancora molta strada da fare. Procede la riforma della giustizia che prevede la separazione delle carriere, con la possibilità di celebrare il referendum invocato dalle opposizioni a primavera 2026. La riforma dell’Autonomia differenziata, dopo la frenata arrivata dalla Consulta, attende la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni, ma il premierato, definito dalla stessa premier “la madre di tutte le riforme”, è da un anno in commissione Affari costituzionali alla Camera. C’è anche l’ipotesi di una modifica della legge elettorale – si parla di eliminare i collegi uninominali privilegiando un sistema proporzionale con premio di maggioranza – ma sono ancora voci.

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