Il governo peruviano dichiara stato di emergenza a Lima per proteste contro la criminalità
Giovedì, il governo del Perù ha annunciato che delibererà lo stato di emergenza per l’area metropolitana di Lima, la capitale del paese, a causa delle massicce proteste contro l’alto tasso di criminalità e contro la nomina del nuovo presidente José Jerí, accusato di incapacità nella gestione della situazione. La crisi della sicurezza è particolarmente allarmante, con omicidi su commissione ed estorsioni che hanno toccato livelli elevati. Non è ancora chiaro quali misure specifiche saranno adottate, ma il primo ministro Ernesto Álvarez ha menzionato la possibilità di introdurre un coprifuoco in tutti i 43 distretti di Lima e di limitare la circolazione dei motociclisti, riporta Attuale.
La settimana scorsa, la presidente Dina Boluarte ha subito un significativo calo di consensi a causa dell’aumento della criminalità, portando alla sua rimozione da parte del parlamento. A seguito di questa crisi, José Jerí, ex presidente del parlamento, ha assunto il ruolo di presidente ad interim. Durante le manifestazioni che hanno caratterizzato Lima, mercoledì, un manifestante è deceduto e oltre cento persone, tra attivisti e agenti di polizia, sono rimaste ferite negli scontri che hanno seguito le proteste.
Queste tensioni riflettono un clima di crescente instabilità in Perù, dove la frustrazione dei cittadini nei confronti della gestione della sicurezza è palpabile. La risposta del governo dovrà affrontare non solo le rivendicazioni immediate riguardanti la sicurezza, ma anche le preoccupazioni politiche più ampie che influenzano la fiducia nei confronti delle istituzioni. La popolazione sta attendendo dettagli concreti sulle misure che saranno adottate e sulle modalità con cui il nuovo governo intende affrontare questa emergenza.