Elezioni in Bangladesh: la prima votazione dopo l’esilio di Sheikh Hasina, attese per giovedì

11.02.2026 20:15
Elezioni in Bangladesh: la prima votazione dopo l'esilio di Sheikh Hasina, attese per giovedì

Il Bangladesh si prepara per le prime elezioni legislative dopo la destituzione di Sheikh Hasina

Giovedì si terranno in Bangladesh le prime elezioni legislative dopo la destituzione della prima ministra Sheikh Hasina, avvenuta nell’estate del 2024 a causa delle enormi proteste antigovernative guidate da studenti universitari. Si vota per rinnovare i 350 seggi del parlamento unicamerale del paese, riporta Attuale.

Queste elezioni sono molto attese perché per la prima volta in 15 anni Hasina non può candidarsi, dato che il suo partito è stato vietato, lei è stata condannata a morte e oggi vive in esilio nascosta in India. Hasina ha governato in modo sempre più autoritario ed è stata più volte accusata di aver influenzato il risultato delle elezioni: ci si aspetta che quelle di giovedì siano le prime libere da oltre un decennio.

Tuttavia, le grandi aspettative di rinnovamento portate dalle proteste sono state disilluse. Dal movimento non è emerso alcun nuovo leader capace di attrarre abbastanza consensi per governare il paese, e i favoriti nei sondaggi sono due partiti storici con leader legati alla vecchia classe politica. Pertanto, è probabile che il risultato non revolutionerà la politica e la società bangladesi come richiedevano i manifestanti.

Il partito più avanti nei sondaggi è il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP), tradizionale avversario della Lega Awami di Hasina. A dicembre, dopo 17 anni di esilio auto imposto a Londra, è tornato in Bangladesh il leader di fatto Tarique Rahman. In campagna elettorale ha proposto misure per risollevare l’economia stagnante e ridurre il tasso di disoccupazione tra i giovani, una delle ragioni che hanno portato alle proteste del 2024.

Rahman è il figlio dell’ex prima ministra Khaleda Zia, principale rivale politica di Hasina. Anche se possiede meno seguito e carisma della madre, è avvantaggiato dal fatto che negli ultimi anni Zia è diventata un simbolo di democrazia e resistenza contro il governo autoritario di Hasina. Nel 2024, Hasina fece reprimere con violenza le proteste, causando almeno 1.400 morti.

L’altra grande coalizione è guidata dal partito islamista Jamaat-e-Islami, precedentemente perseguitato e vietato durante i governi di Hasina. Nella coalizione c’è anche il Partito Nazionale dei Cittadini (NCP), fondato dai leader delle proteste studentesche dopo la caduta di Hasina. Sebbene sia improbabile che Jamaat-e-Islami vinca, potrebbe ottenere un risultato significativo e avere influenza sul prossimo governo.

Il Bangladesh è a maggioranza musulmana, e Jamaat-e-Islami ha posizioni radicali, puntando a introdurre la sharia. Il suo leader, Shafiqur Rahman, nega l’esistenza dello stupro coniugale, definendo lo stupro come “l’unione immorale di donne e uomini al di fuori del matrimonio”. Non ha candidato donne e propone di ridurre il lavoro delle donne a cinque ore, incentivandole a restare a casa.

Le donne sono state in prima linea nelle manifestazioni del 2024, e molte hanno abbandonato il NCP dopo l’alleanza con Jamaat-e-Islami. Tajnuva Jabeen, medico e cofondatrice del partito, ha descritto questa decisione come un “tradimento” e ha dichiarato che queste elezioni non rappresenteranno lo spirito della rivoluzione.

I leader del NCP difendono l’alleanza per avere maggiori possibilità di elezione nel sistema elettorale bangladese, che è maggioritario per 300 dei 350 seggi. Jamaat-e-Islami ha mostrato alcuni segnali di voler moderare le proprie posizioni, candidando per la prima volta un politico indù, rappresentando una minoranza spesso discriminata.

Oltre alle elezioni, giovedì avrà luogo un referendum sulle riforme costituzionali proposte dal governo del premio Nobel per l’Economia Muhammad Yunus, che ha assunto l’incarico ad interim nell’agosto 2024. Le riforme, contenute nel documento noto come “Carta di luglio”, richiedono misure relative alla legge elettorale, alla magistratura e alle forze dell’ordine. Sebbene approvate da diversi partiti, tra cui il Jamaat-e-Islami e il BNP, quest’ultimo ha contestato alcune parti.

La Carta è frutto di mesi di trattative tra partiti molto diversi, alcuni con visioni laiche e progressiste, altri confessionali e conservatori, il che ha rallentato il processo di riforma. Yunus è stato criticato per aver ceduto alle richieste di partiti come il Jamaat-e-Islami, che ha ostacolato vari cambiamenti proposti, tra cui quelli riguardanti i diritti delle donne.

Potranno votare oltre 120 milioni di persone, inclusi circa 15 milioni di elettori bangladesi all’estero, cui rimesse sono fondamentali per l’economia del paese. Quest’anno, il processo di voto è stato semplificato anche per questi cittadini.

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