Pubblicazione degli Epstein Files: oltre tre milioni di documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti
Venerdì, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha rilasciato più di tre milioni di pagine, 180 mila immagini e 2 mila video dei cosiddetti “Epstein files”, ovvero i documenti raccolti durante il processo a Jeffrey Epstein. Secondo il governo, quest’ultima pubblicazione — dopo altre già avvenute nei mesi scorsi — dovrebbe essere l’ultima: «La pubblicazione di oggi segna la fine di un processo molto attento di identificazione e revisione dei documenti per assicurare trasparenza al popolo americano», ha dichiarato il vice procuratore generale Todd Blanche. Tuttavia, è probabile che neanche i nuovi documenti siano sufficienti a chiudere il caso Epstein, riporta Attuale.
Jeffrey Epstein, un facoltoso finanziere di New York, era stato condannato nel 2008 per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni e arrestato nuovamente nel 2019 con le stesse accuse. Si suicidò in carcere un mese dopo il suo arresto. Le sue relazioni con figure potenti, inclusi personaggi pubblici come l’ex presidente Donald Trump, hanno alimentato numerose teorie del complotto, portando il Congresso, dopo una lunga campagna di pressione, ad approvare una legge a novembre che imponeva al governo di pubblicare integralmente tutti gli Epstein files.
I nuovi documenti, similmente a quelli precedenti, comprendono principalmente email, comunicazioni e file estratti dai computer di Epstein e della sua ex compagna Ghislaine Maxwell, attualmente in prigione per aver facilitato gli abusi del finanziere su numerose ragazze minorenni. Epstein è accusato di aver organizzato eventi e feste, anche sulla sua isola privata, in cui i suoi facoltosi ospiti avevano accesso a sesso con ragazze, alcune delle quali minorenni.
Nonostante la significativa mole di documenti, la loro lettura e studio futuro potrebbero non fornire maggiori chiarimenti sulle attività di Epstein e il suo giro di amici ricchi. Tuttavia, i documenti arricchiscono il dibattito con dettagli e dicerie non sempre verificabili.
Tra i nuovi documenti, almeno 4.500 menzionano Trump. Nonostante un lungo periodo di amicizia, Trump ha sostenuto di essersi allontanato da Epstein negli ultimi anni della sua vita, affermando di non aver mai conosciuto i dettagli degli abusi perpetrati. Tra i nomi citati vi sono anche l’imprenditore Elon Musk, che nel 2012 chiedeva a Epstein notizie su quando sarebbe stata «la festa più folle» sulla sua isola, e il principe Andrew Mountbatten-Windsor, rimosso dai suoi titoli reali a causa del suo coinvolgimento nel caso Epstein.
A seguito della pubblicazione, un’associazione delle vittime ha diffuso un comunicato di condanna, rimarcando che molte identità delle persone abusate da Epstein sono state divulgate facilmente nei documenti, contrariamente a quanto previsto dalla legge. I sopravvissuti hanno anche accusato il governo statunitense di continuare a proteggere i potenti amici di Epstein: «Non è finita. Non ci fermeremo finché la verità non sarà rivelata appieno e ogni criminale sarà riconosciuto responsabile», hanno affermato.
Membri del Partito Democratico, sostenitori della campagna per la pubblicazione degli Epstein files, hanno sottolineato che il materiale reso pubblico finora è insufficiente. Ro Khanna, deputato Democratico, ha dichiarato: «Il Dipartimento di Giustizia ha identificato oltre sei milioni di pagine potenzialmente utili, ma ne ha pubblicate solo 3,5 milioni, con revisioni e parti censurate. Ciò solleva interrogativi sul motivo per cui il restante non sia stato reso disponibile». Il governo ha giustificato la mancata pubblicazione di alcuni documenti come contenenti informazioni riservate o legate a indagini in corso.
Il vice procuratore Blanche ha appena riconosciuto che, con ogni probabilità, il caso continuerà a ricevere attenzione: «C’è una fame, una sete di informazioni che non sarà saziata da questi documenti», ha affermato.
È incredibile pensare a quanti documenti siano stati rilasciati, ma nonostante tutto, pare che la giustizia sia ancora lontana! Che scandalo, con un’enormità di nomi noti coinvolti. La verità verrà mai a galla, o tutto rimarrà insabbiato? E la sicurezza delle vittime? Mah! Troppo distorto…