Il governo venezuelano commenta per la prima volta il caso di Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto

10.09.2025 20:15
Il governo venezuelano commenta per la prima volta il caso di Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto

Il ministro degli Esteri venezuelano riconosce il caso di Alberto Trentini

In un’intervista con l’emittente statunitense CNN, il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil ha finalmente commentato la questione di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto nel paese dallo scorso novembre per motivazioni ritenute pretestuose, riporta Attuale.

La legale della famiglia di Trentini, Alessandra Ballerini, ha dichiarato che, secondo le sue verifiche, è la prima volta che un membro del governo venezuelano si esprime pubblicamente su questo caso. Durante l’intervista, Gil ha affermato che «i suoi diritti umani [di Trentini] non stanno venendo violati».

Le carceri del regime venezuelano sono tristemente famose per le gravi violazioni dei diritti umani e i casi di tortura. Trentini si trova attualmente nel carcere di El Rodeo I, a Caracas. Non sono mai state formalizzate accuse contro di lui e, dopo dieci mesi di detenzione, gli è stato vietato di ricevere visite da parte dell’ambasciatore o del console italiani. Ha potuto effettuare solo due brevi telefonate alla famiglia, l’ultima delle quali risale alla fine di luglio.

Nell’intervista condotta dal giornalista di CNN Stefano Pozzebon, il ministro Gil ha dichiarato di essere a conoscenza del caso di Trentini, affermando che il cooperante è «sotto processo», senza però specificare le accuse a suo carico. Gil ha aggiunto che «in Venezuela ci sono migliaia di casi che coinvolgono varie nazionalità: colombiani, peruviani, italiani, per vari crimini. Il [reato] più comune è il narcotraffico». Tuttavia, all’ambasciata italiana non sono mai state comunicate accuse contro Trentini e non risulta alcun processo a suo carico.

Secondo Foro Penal, una delle principali associazioni per i diritti umani in Venezuela, nel paese attualmente ci sono almeno 823 prigionieri politici, di cui 91 stranieri. I processi, quando avvengono, tendono a essere protratti nel tempo. Spesso la polizia procede ad arresti arbitrari e successivamente libera altre persone in base a scambi o accordi. I prigionieri con cittadinanza straniera, come Trentini, sono considerati particolarmente preziosi dal regime, che cerca di usarli come merce di scambio con i governi dei rispettivi paesi.

A fine luglio, il ministero degli Esteri italiano ha nominato un inviato speciale per i detenuti italiani in Venezuela, Luigi Vignali, aprendo un nuovo canale di dialogo tra i due governi. Inizialmente, Vignali si è recato a Caracas, ma non ha potuto incontrare funzionari del governo venezuelano. Recentemente, il 24 agosto, il Venezuela ha liberato due dei quindici detenuti italo-venezuelani, Américo De Grazia e Margarita Assenza.

1 Comments

  1. Non so che dire… È davvero scioccante! Trentini è in prigione senza accuse chiare, mentre il governo gioca con le vite delle persone. Le carceri in Venezuela sono un incubo, chissà come sta! La situazione dei diritti umani là è agghiacciante e qui in Italia sembra che non se ne parli abbastanza. Spero davvero che ci siano sviluppi positivi presto.

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