Ricordo dell’attentato a Bernardo Leighton: un legame tra Cile e il terrorismo neofascista italiano
Cinquanta anni fa, il 6 ottobre del 1975, il leader della Democrazia Cristiana cilena Bernardo Leighton e sua moglie Anita Fresno furono vittime di un attentato a Roma, quando un uomo sparò loro due colpi di pistola da breve distanza. Decenni dopo, processi e ricostruzioni storiche hanno rivelato che l’attacco fu commissionato dai servizi segreti del regime di Augusto Pinochet e perpetrato da neofascisti italiani, in particolare Stefano Delle Chiaie di Avanguardia Nazionale e Pierluigi Concutelli di Ordine Nuovo, riporta Attuale.
L’attentato a Leighton rappresentò uno dei momenti più significativi della collaborazione tra il regime di Pinochet e il terrorismo neofascista italiano. La DINA, il servizio segreto cileno, progettò vari attacchi all’estero per eliminare oppositori politici, mirando a combattere ciò che definivano «il comunismo». I neofascisti italiani giocarono un ruolo cruciale in queste operazioni, unendosi a movimenti armati e gruppi extraparlamentari in Europa.
Il contesto storico è approfondito nel libro Condor Nero. L’Internazionale fascista da Pinochet a Roma della giornalista cilena Patricia Loreto Mayorga, che esplora l’operazione Condor, una rete di collaborazione tra le polizie segrete di diverse dittature sudamericane e l’appoggio degli Stati Uniti, finalizzata a reprimere l’opposizione attraverso violenze e omicidi mirati.
Leighton, in esilio a Roma dopo aver condannato il colpo di stato di Pinochet nel 1973, lavorava per unire le forze democratiche cilene. La sua presenza in Italia fu vista come una minaccia dal regime, spingendo alla sua eliminazione. Nonostante il tentativo di assassinarlo, sia lui che la moglie sopravvissero, sebbene Leighton subì danni permanenti al cervello e Fresno restò paralizzata.
Il piano di eliminazione di Leighton rivelò anche strategie di fusione tra i gruppi neofascisti italiani, sebbene alcune divergenze ne impedissero la piena realizzazione. Delle Chiaie si trasferì in Cile nel 1976, accelerando la cooperazione con la DINA, che si occupava anche di disinformazione e spionaggio in altre nazioni sudamericane.
Un altro attentato significativo orchestrato dalla DINA avvenne nel 1976 con l’uccisione dell’ex ministro degli Esteri cileno Orlando Letelier a Washington. Questo evento segnò un punto di non ritorno, costringendo Pinochet ad affrontare le pressioni statunitensi che portarono alla chiusura della DINA e alla sua sostituzione con il Centro Nacional de Información.
Nel corso degli anni, Delle Chiaie e Concutelli furono coinvolti in diverse indagini e processi per i loro atti terroristici, ma furono assolti per mancanza di prove sufficienti. Delle Chiaie morì nel 2019, mentre Concutelli, dopo una lunga carriera criminale, morì nel 2023. Leighton tornò in Cile nel 1978, vivendo in silenzio fino alla sua morte nel 1995. Anita Fresno, in un’intervista nel 2000, raccontò l’attentato e gli effetti devastanti che ebbe su di loro, ma una targa commemorativa in via Aurelia 145, proposta dall’ambasciata cilena, non è mai stata apposta.