Il Marocco utilizza il cinema per giustificare il controllo sul Sahara occidentale

16.07.2026 16:35
Il Marocco utilizza il cinema per giustificare il controllo sul Sahara occidentale

Il Marocco utilizza l’industria cinematografica per rafforzare il controllo sul Sahara occidentale

Il Marocco sta sfruttando l’industria cinematografica per consolidare il proprio controllo sul Sahara occidentale, un territorio occupato da decenni in violazione del diritto internazionale. Recentemente, grazie a un incentivo finanziario del governo, parte del nuovo film di Christopher Nolan, Odissea, è stato girato nella regione, evidenziando l’uso del cinema come strumento di legittimazione del regime marocchino, riporta Attuale.

Situato a sud del Marocco e affacciato sull’oceano Atlantico, il Sahara Occidentale fu una colonia spagnola fino alla sua abbandono negli anni Settanta. Dal 1979, il Marocco ha mantenuto il controllo su circa l’80% del territorio, mentre il restante 20% è sotto il controllo del Fronte Polisario, che lotta per l’indipendenza. Le Nazioni Unite classificano il Sahara occidentale come un territorio “non autonomo”, in quanto non ha mai formalmente dichiarato la propria indipendenza dalla Spagna e rimane in gran parte occupato dal Marocco.

La Corte internazionale di giustizia e la Corte di giustizia europea hanno affermato che le rivendicazioni esterne sul territorio sono illegittime e che il popolo saharawi ha diritto all’autodeterminazione. Attualmente, oltre 170.000 saharawi vivono in esilio, prevalentemente nei campi profughi in Algeria, mentre coloro che permane nel territorio occupato affrontano repressioni e discriminazioni da parte delle autorità marocchine.

Negli ultimi anni, il Marocco ha incentivato la trasferimento di cittadini marocchini nel Sahara occidentale, alterando così la composizione demografica del territorio. L’industria cinematografica marocchina, già ben sviluppata, viene ora utilizzata per giustificare questa situazione. Film come Il Caftano Blu e The Mother of All Lies hanno avuto successo internazionale, contribuendo a migliorare l’immagine del Marocco come destinazione cinematografica. Il paese è sede di numerosi set cinematografici noti, come gli studios di Ouarzazate, dove sono stati girati film celebri, tra cui Lawrence d’Arabia e Il Gladiatore.

Il governo marocchino ha anche implementato un programma di rimborso fiscale, offrendo uno sconto del 30% sulle tasse per le produzioni cinematografiche che spendono oltre un milione di dollari nel paese. Questo programma, che si estende anche al Sahara occidentale, ha attratto molte produzioni internazionali a girare in regioni contestate. Tra i film realizzati, almeno tre includono collegamenti diretti con il Sahara occidentale, come Odissea, dove alcune scene sono state girate nella Duna Bianca vicino a Dakhla.

Nel film Sirat, del regista franco-spagnolo Óliver Laxe, un padre e un figlio si trovano nel Marocco meridionale mentre fuggono da conflitti. Il film, nonostante non sia esplicitamente ambientato nel Sahara occidentale, offre riferimenti chiari a questa situazione geopolitica. Laxe è stato criticato per non aver dichiarato apertamente il legame con la situazione saharawi, nonostante la sua posizione di artista sensibile a questioni sociali.

Il Marocco ha mantenuto e ampliato le proprie strutture culturali nel Sahara occidentale, organizzando eventi come il Dakhla Film Festival, finanziato dal governo marocchino. Questo festival è visto dagli attivisti saharawi come un tentativo di minare la loro iniziativa, rappresentata dal festival FiSahara, che si tiene nei campi profughi in Algeria per dare visibilità alla cultura saharawi.

La recente posizione della Spagna e di altri paesi occidentali, che si sono avvicinati al Marocco, dimostra l’efficacia delle strategie marocchine. Nel 2022, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che propone come base per i negoziati un governo regionale sotto sovranità marocchina, escludendo la possibilità di un referendum sull’autodeterminazione del popolo saharawi.

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