Il minuetto Trump-Putin segna una svolta storica: l’analisi di Joschka Fischer sulle sfide europee per l’Ucraina

20.08.2025 13:15
Il minuetto Trump-Putin segna una svolta storica: l'analisi di Joschka Fischer sulle sfide europee per l'Ucraina

L’ex ministro tedesco Joschka Fischer: «L’Europa deve diventare una potenza»

L’ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer ha commentato il recente vertice di Anchorage, sottolineando che rappresenta una manifestazione dei nuovi rapporti di potenza globali nel XXI secolo, in cui il presidente degli Stati Uniti sembra riconoscere il ritorno dell’impero russo, riporta Attuale.

Fischer ha anche messo in discussione l’efficacia delle discussioni avvenute a Washington, dove l’amministrazione Trump ha interagito con il presidente ucraino Zelensky e i leader europei riguardo alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Secondo lui, non c’è stata una vera evoluzione rispetto al primo summit di Anchorage, sostenendo che Trump e Putin hanno craftato un accordo sulla questione ucraina senza coinvolgere l’Europa o l’Ucraina stessa, il che desterebbe preoccupazione per il futuro del paese.

Nonostante ciò, Fischer ha notato che ci sono stati sforzi di consultazione alla Casa Bianca circa le garanzie di sicurezza, e Trump avrebbe manifestato la sua disponibilità a coordinarle per i suoi alleati europei. Tuttavia, ha sollevato dubbi sull’affidabilità di tali garanzie, ricordando come la Russia avesse in precedenza violato gli accordi di Budapest del 1994, che promettevano protezione all’Ucraina.

Fischer ha anche convenuto che la presenza degli europei a Washington fosse un passo positivo, ma ha ribadito che non ha cambiato i risultati di Anchorage. Ha evidenziato l’importanza dell’unità europea, avvertendo che senza una presenza decisiva in questa crisi, l’Europa rischia di essere marginalizzata.

«L’Europa deve partecipare senza esitazioni», ha affermato, paragonando l’impegno europeo alla mitologica figura di Sisifo, il cui sforzo è essenziale, anche se sembra inefficace. La guerra in Ucraina continua e Putin sembra aver guadagnato terreno sotto la nuova amministrazione americana, portando avanti le sue rivendicazioni senza concessioni in cambio.

Fischer ha poi avvertito che l’Europa deve rapidamente avviarsi verso una maggiore autonomia geografica e politica. «Non è più una questione di teoria; se l’Europa vuole mantenere un ruolo significativo nel panorama globale, deve aspirare a diventare una potenza, affrontando anche le nuove sfide del cyberspazio e della tecnologia», ha dichiarato.

Riguardo a Donald Trump, Fischer ha sottolineato che il presidente americano sembra attratto da leader autocratici e ribadisce una carenza di rispetto per i vincoli democratici che limitano il potere dei leader occidentali. Questa ammirazione per figure come Putin e Xi Jinping solleva interrogativi sul futuro dei rapporti transatlantici.

Infine, sulla questione ucraina, Fischer ha avvertito che se non ci saranno cambiamenti significativi, Zelensky potrebbe essere costretto a cedere territori. Tuttavia, ha insistito che la questione fondamentale per Putin non è semplicemente il territorio, ma il suo desiderio di ristrutturare la Russia come una potenza mondiale, il che implica un assoggettamento completo dell’Ucraina al suo dominio.

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