Il museo dell’arte africana occidentale in Nigeria posticipa l’inaugurazione a causa di proteste armate

10.11.2025 18:15
Il museo dell'arte africana occidentale in Nigeria posticipa l'inaugurazione a causa di proteste armate

Proteste rinviano l’apertura del Museum of Western African Art in Nigeria

Martedì si sarebbe dovuta tenere l’inaugurazione del Museum of Western African Art (Mowaa) a Benin City, Nigeria, ma l’evento è stato annullato a causa di proteste che hanno coinvolto un gruppo di circa venti uomini armati di bastoni, ritardando ulteriormente l’apertura. L’incidente è avvenuto durante una presentazione, alla quale erano presenti giornalisti, finanziatori e diplomatici, riporta Attuale.

Questa non è la prima volta che il Mowaa affronta contestazioni; fin dalla sua ideazione nel 2020 ha dovuto affrontare difficoltà legate a dispute con il governo locale, il regno del Benin e le centinaia di manufatti storici sottratti nel passato. Il museo, fortemente voluto dall’ex governatore dello stato nigeriano di Edo, Godwin Obaseki, era progettato per ospitare i bronzi del Benin, opere d’arte rubate dai britannici durante il periodo coloniale.

I bronzi, in realtà un insieme di placche, ornamenti e strumenti cerimoniali, appartenevano all’antico regno del Benin e vennero sottratti nel 1897. Nonostante la Nigeria abbia ottenuto l’indipendenza nel 1960, il regno del Benin non ha mai riacquistato la propria sovranità, con l’Oba che continua a svolgere un ruolo istituzionale nel governo.

Dopo decenni di tentativi di restituzione, la situazione è cambiata nel 2020, culminando con l’annuncio della costruzione del Mowaa. Diverse istituzioni internazionali, entusiasta del progetto, hanno contribuito finanziariamente, in particolare il British Museum e i governi di Francia, Germania e Danimarca.

Il problema centrale riguardava la restituibilità dei bronzi: il governo nigeriano li considerava bensì di sua proprietà, mentre l’Oba Ewuare II desiderava che tornassero a lui. Questa tensione ha portato a contestazioni contro il museo, con sostenitori dell’Oba che criticavano la decisione di esporre le opere al Mowaa.

Nel 2023, il governo nigeriano ha stabilito che la proprietà dei bronzi dovesse rimanere all’Oba, suscitando preoccupazioni tra le istituzioni occidentali. Politicamente, ciò ha portato a proteste in alcuni paesi, mentre diversi governi hanno iniziato a restituire i manufatti, permettendo un ritorno graduale dei bronzi all’Oba.

Le polemiche hanno costretto il Mowaa a rivedere il proprio scopo, decidendo di focalizzarsi sull’arte dell’Africa occidentale, piuttosto che sull’eredità del regno del Benin. Martedì, il museo avrebbe dovuto inaugurare un’esposizione intitolata «Immaginario Nigeria: tornando a casa», che ha debuttato alla Biennale di Venezia con opere di artisti della diaspora nigeriana.

Con un cambiamento nell’amministrazione statale di Edo, il nuovo governatore Monday Okpebholo, vicino all’Oba, ha messo in dubbio l’utilità del museo, considerando i costi sostenuti e il terreno su cui sorgeva, precedentemente occupato da un ospedale. «Inizialmente il nostro piano era di demolirlo del tutto», ha dichiarato un portavoce del governo locale.

Il curatore del museo, Philip Ihenacho, ha espresso la speranza che le polemiche possano placarsi una volta che i visitatori potranno accedere al museo, dove il biglietto d’ingresso costerà circa 2 euro per i residenti e 13 per i visitatori internazionali.

1 Comments

  1. Che situazione incredibile! È pazzesco che un museo così importante debba affrontare proteste di questo tipo. Speriamo che i conflitti si risolvano presto, altrimenti ci rimetterá solo l’arte e la cultura. La storia dei bronzi del Benin è già abbastanza complessa, nn meritano questo!

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