Il nuovo ordine mondiale è dominato dal più forte?

09.01.2026 15:15
Il nuovo ordine mondiale è dominato dal più forte?

Il crollo dell’ordine mondiale a guida statunitense: un’analisi critica

Negli ultimi anni, la sicurezza e l’equilibrio dell’ordine mondiale sono stati profondamente messi in discussione dall’avanzata di nuove aggressioni e strategiche manovre geopolitiche. Con l’invasione russa dell’Ucraina, la guerra di conquista è tornata in Europa, mentre i bombardamenti israeliani a Gaza hanno causato un numero di morti senza precedenti negli ultimi 75 anni del conflitto israelo-palestinese. Alcuni paesi europei hanno avviato un processo di riarmo e contemplano forme di coscrizione della popolazione. La situazione è stata ulteriormente complicata dalla recente aggressione statunitense contro il Venezuela, un atto che segna un ritorno alla violenza geopolitica che rimanda a epoche passate, riporta Attuale.

Questa crisi è alimentata da un indebolimento dei principi che, per decenni, avevano regolato l’economia mondiale, come la globalizzazione e il libero mercato. Una pandemia globale ha accelerato cambiamenti significativi, settori come i social media e l’intelligenza artificiale hanno rivoluzionato il modo in cui le persone accedono alle notizie, mentre l’estrema destra sta guadagnando terreno in tutto l’Occidente. Le violazioni del diritto internazionale avvengono con sempre maggiore frequenza e senza conseguenze.

Molti esperti parlano di una “fine dell’ordine mondiale”, evidenziando che la crisi era già in atto da tempo, ma gli eventi recenti l’hanno accelerata. Il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti potrebbe rappresentare l’epilogo di un’era, in attesa della definizione di un nuovo ordine. Il bombardamento del Venezuela è un simbolo di come l’amministrazione Trump ha sistematicamente infranto il diritto internazionale, presentando l’aggressione come un atto di dominio di un paese forte su uno più debole. Trump ha infatti dichiarato che l’attacco al Venezuela mirava a “controllare” il paese e a impossessarsi delle sue risorse petrolifere.

Questo scenario non è molto lontano da quanto accade in Ucraina a opera di Vladimir Putin o da quanto il presidente cinese Xi Jinping desidera per Taiwan. Le giustificazioni ideologiche alla base dell’aggressione statunitense vedono il ritorno a una “dottrina Monroe” ribattezzata “Donroe”. Trump ha affermato di non avere “bisogno del diritto internazionale”, limitando il proprio operato solo alla “moralità” personale. Il suo consigliere principale, Stephen Miller, ha sottolineato che il “mondo reale” è dominato dalla forza e dal potere.

Queste affermazioni rappresentano un totale rifiuto del diritto internazionale e dell’ordine che gli Stati Uniti stessi avevano contribuito a costruire dopo la Seconda guerra mondiale. L’ordine mondiale attuale, in crisi, era stato edificato sulla base di una rete di istituzioni e regole create per ridurre il ricorso alla violenza e prevenire il sorgere di nuovi conflitti.

Il sistema di regole condivise era una visione proposta secoli fa da filosofi come Immanuel Kant e giuristi come Ugo Grozio. Dopo la Prima guerra mondiale, fu fondata la Società delle Nazioni, che funzionò come precursore delle Nazioni Unite, con l’intento di promuovere l’interesse comune dell’umanità. L’ordine stabilito dopo la Seconda guerra mondiale è stato caratterizzato dalla creazione di nuove istituzioni come le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale e la Corte internazionale di giustizia, finalizzate a preservare la pace e garantire la stabilità del sistema internazionale. Tuttavia, il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991 e l’invasione dell’Iraq nel 2003 hanno iniziato a minare gravemente questa architettura.

Negli ultimi anni, la reazione a gravi violazioni del diritto internazionale è stata timida, come dimostrano le risposte poco incisive agli attacchi della Russia o i crimini commessi durante il conflitto a Gaza. L’elezione di Trump ha segnato una rottura con i principi fondanti dell’ordine internazionale. La sua visione ha spostato il focus verso una politica basata sulla forza, minando la fiducia degli alleati e sacrificando la stabilità globale in nome della supremazia statunitense.

La dottrina “Donroe” rappresenta il tentativo di ricreare un sistema basato sulla divisione del mondo in “sfere d’influenza”. Questa filosofia giustifica le aggressioni e potrebbe portare a conflitti futuri, aumentando il rischio di guerre in assenza di regole condivise. Per l’Occidente, questa transizione comporta nuovi pericoli: un mondo senza un ordine stabilito è un mondo in cui il potere arbitrario avrà il sopravvento.

Nonostante la crisi in corso, molti osservatori avvertono che non è ancora giunto un nuovo ordine definito. Attualmente, il mondo si trova in un periodo di transizione in cui le dinamiche di potere possono ancora evolversi. Come sottolinea Francesco Strazzari, docente di Relazioni internazionali, il cambiamento non accade mai in modo unidirezionale, e la lotta per il futuro dell’ordine mondiale è solo all’inizio.

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