Il dibattito sul cambio di nome del Parco Nazionale Kruger in Sudafrica
Il Parco Nazionale Kruger, una delle principali riserve naturali del Sudafrica e meta ambita per il turismo da safari, è oggetto di discussione per un possibile cambio di nome. Il parco è intitolato a Paul Kruger, figura venerata da una porzione della popolazione bianca, ma considerata anche simbolo del colonialismo e della mentalità segregazionista che ha condotto all’apartheid, riporta Attuale.
Paul Kruger, boero e discendente degli olandesi che colonizzarono il Sudafrica nel Diciassettesimo secolo, fu un leader militare e politico di rilievo. Partecipò a conflitti per espandere i territori a discapito delle popolazioni locali e oppose resistenza all’espansione britannica, diventando un eroe per gli afrikaner. Tuttavia, come sostenitore del segregazionismo, negò diritti politici ai neri e ai bianchi non boeri durante il suo breve mandato alla guida della Repubblica del Transvaal, uno stato boero esistito dal 1852 al 1902.
Le idee di Kruger, sebbene antecedenti all’apartheid, sono ritenute ispiratrici del regime oppressivo che ha afflitto la popolazione nera del Sudafrica dal 1948 fino all’inizio degli anni Novanta, creando un sistema sociale che persiste ancora oggi.
Il partito a favore del cambio di nome del Parco Kruger è l’Economic Freedom Fighters, di sinistra radicale, che ha presentato una mozione nel parlamento provinciale di Mpumalanga, approvata con il supporto dell’African National Congress e di uMkhonto weSizwe, ex partito di Jacob Zuma. Tuttavia, la mozione approvata a livello locale non è vincolante; per cambiare ufficialmente il nome, è necessaria una richiesta formale al Consiglio sudafricano per i nomi geografici.
La Democratic Alliance, altro grande partito della coalizione di governo e prevalentemente composto da bianchi, si oppone al cambio di nome, evidenziando che il Parco Kruger rappresenta una delle principali attrazioni turistiche del Sudafrica, attirando milioni di visitatori per i safari. Secondo loro, un cambio di nome potrebbe danneggiare gravemente l’economia turistica del paese.
In aggiunta, i costi di modifica della segnaletica, delle mappe e di altri materiali associati al parco saranno notevoli. Questo non è comunque il primo dibattito sul nome di Kruger, già coinvolto in discussioni sui simboli del passato coloniale, con statue a lui dedicate tra le prime a essere vandalizzate durante il movimento globale per la rimozione di monumenti a esploratori e colonizzatori.
Mah, non so cosa pensare di questa questione del nome del parco. È un argomento delicato, ma il fatto che possa avere un impatto sull’economia turistica mi fa riflettere. In Italia abbiamo i nostri simboli controversi, e non è mai facile decidere se conservarli o meno. Forse un’altra opportunità per dialogare invece di litigate?