Nuova crisi politica in Kosovo: il parlamento ancora bloccato
Martedì, dopo oltre 50 tentativi, il parlamento del Kosovo ha finalmente eletto il proprio presidente, riuscendo a sbloccare una crisi che si protraeva dal mese di aprile. Tuttavia, la situazione rimane complessa, poiché per ottimizzare il funzionamento dell’assemblea e conferire la fiducia a un nuovo governo, è necessario eleggere l’intera presidenza, inclusi il presidente e cinque vicepresidenti. Attualmente, il parlamento è in stallo riguardo alla nomina di un vicepresidente, rappresentante della minoranza serba, riporta Attuale.
La crisi ha avuto inizio dopo le elezioni di febbraio e, sebbene possa sembrare frutto di un tecnicismo, essa evidenzia difficoltà più gravi nel funzionamento di un sistema istituzionale così complesso. Il vicepresidente che deve rappresentare la minoranza serba costituisce una delle tutele previste dalla Costituzione kosovara, data la storica opposizione della comunità serba all’indipendenza del Kosovo, dichiarata nel 2008, e ai rapporti tesi con le autorità kosovare.
Il primo blocco del processo elettorale si era creato a causa delle strategie politiche del partito vincitore, Vetëvendosje! (Autodeterminazione!). Questo partito, pur non avendo la maggioranza nell’assemblea, ha tentato ripetutamente di far eleggere come presidente la propria candidata, l’ex ministra della Giustizia Albulena Haxhiu, senza successo. Vetëvendosje! ha rifiutato di stabilire alleanze con altri partiti nel tentativo di ottenere i voti necessari per la sua candidatura.
Un ulteriore ostacolo è costituito dall’assenza di un limite temporale per l’elezione della presidenza da parte del parlamento kosovaro, il che poteva portare a un prolungamento indefinito del blocco politico. Tuttavia, la Corte Costituzionale è stata interpellata e ha stabilito che il parlamento dovesse raggiungere un accordo entro 30 giorni dalla pubblicazione della sua decisione, avvenuta il 18 agosto. Inoltre, ha stabilito che se nessun candidato avesse ottenuto i voti necessari per tre volte, sarebbe stato necessario proporre nuovi nomi.
In base a questa sentenza, Vetëvendosje! è stata costretta a ritirare la propria candidata iniziale e il 26 agosto il parlamento ha proceduto con l’elezione di Dimal Basha come nuovo presidente. Tuttavia, l’assemblea non è riuscita a nominare Slavko Simić, candidato della minoranza serba proposto dal partito Srpska Lista, sostenuto dalla Serbia.
Dopo tre tentativi, il presidente Basha ha suggerito di individuare un nuovo candidato. Tuttavia, i rappresentanti di Srpska Lista hanno rifiutato, sottolineando che la decisione della Corte Costituzionale riguardava il limite di tre votazioni esclusivamente per il presidente dell’assemblea e non per i vicepresidenti. Basha ha quindi proposto nomi alternativi, ma nessuno ha ottenuto la maggioranza a causa dell’opposizione di Srpska Lista.
Giovedì, il parlamento ha nuovamente tentato di eleggere il vicepresidente della minoranza serba, senza successo, a causa della continua opposizione da parte di Srpska Lista. La situazione è adesso incerta, poiché resta da vedere cosa accadrà se il parlamento non riuscisse a completare l’elezione della propria presidenza entro il termine stabilito dalla Corte Costituzionale. Secondo alcuni esperti, c’è la possibilità di dover svolgere nuove elezioni.