In Russia diminuiscono i procedimenti avviati per singole dichiarazioni pubbliche, ma aumentano quelli fondati su presunti legami con organizzazioni vietate. Nei primi nove mesi del 2026, il numero dei nuovi imputati nei casi legati alla libertà di associazione è salito del 50%, da 219 a 328 persone.
La tendenza, rilevata da osservatori per i diritti umani e resa pubblica il 6 ottobre 2026, indica uno spostamento del baricentro della repressione politica: dal contenuto di un post o di un discorso alla storia associativa, finanziaria e personale di chi finisce nel mirino delle autorità. I dati non dimostrano che ogni procedimento sia stato costruito artificialmente né che il Servizio federale di sicurezza russo, l’FSB, abbia avviato personalmente ogni caso. Mostrano però che le accuse riferite a organizzazioni vietate e alla sicurezza dello Stato occupano uno spazio sempre più ampio.
Dalle parole alle relazioni
Nello stesso periodo, i nuovi imputati per dichiarazioni pubbliche sono diminuiti del 22%, passando da 487 a 380. Il calo non coincide necessariamente con un allentamento del controllo. Può riflettere una diversa scelta delle autorità: invece di punire soltanto ciò che una persona ha detto di recente, gli investigatori possono ricostruire una rete di contatti, donazioni, messaggi e precedenti attività.
La crescita più marcata riguarda i sostenitori del defunto oppositore Alexei Navalny. I casi in questa categoria sono aumentati del 107%, da 69 a 143 persone. Secondo i dati dei monitor, una parte consistente dell’incremento è legata alle accuse di finanziamento dell’estremismo attraverso donazioni alla Fondazione anticorruzione, l’FBK, organizzazione dichiarata estremista dalle autorità russe. Nel trimestre sono stati registrati 40 nuovi procedimenti contro donatori dell’FBK.
Anche altre categorie hanno registrato aumenti significativi. Le persone perseguite come appartenenti ai Testimoni di Geova sono passate da 45 a 91; i sostenitori del movimento «Cittadini dell’URSS» da 13 a 29; quelli di Artpodgotovka da 20 a 44.
Si tratta di gruppi molto diversi per idee e obiettivi. Il tratto comune, nei procedimenti penali, è la loro presenza negli elenchi di organizzazioni vietate o considerate estremiste dalle autorità. Una volta intervenuto il divieto, un contatto precedente può tornare rilevante in un’indagine successiva. Il suo peso giuridico dipende dal singolo caso, dalla data dei fatti e dalle prove raccolte; il meccanismo generale è la possibilità di riutilizzare informazioni archiviate per aprire nuovi fascicoli.
Archivi, donazioni e contatti di anni prima
Questa dinamica allarga nel tempo l’esposizione penale. Una persona potrebbe essere chiamata a rispondere non per un’azione recente, ma per una donazione, una comunicazione o un rapporto con un’organizzazione in un periodo precedente alla sua messa al bando. Il cambiamento successivo dello status dell’organizzazione può trasformare un vecchio elemento di contesto in un indizio utilizzato dagli investigatori.
Liste di aderenti, dati sui pagamenti, cronologie delle comunicazioni e contatti già acquisiti diventano così una sorta di archivio permanente. Per gli attivisti e per i semplici sostenitori, il rischio non riguarda più soltanto ciò che fanno o dicono nel presente. Può estendersi a relazioni che sembravano concluse e a episodi che, al momento in cui si sono verificati, non avevano necessariamente lo stesso significato attribuito loro in seguito.
L’aumento del 25% dei procedimenti con accuse collegate a organizzazioni o comunità terroristiche e al favoreggiamento di attività terroristiche va nella stessa direzione: da 210 a 263 imputati. Si tratta di contestazioni tra le più gravi previste dal sistema penale russo e potenzialmente associate a lunghe pene detentive. La loro crescita rafforza il passaggio da pressioni amministrative e intimidazioni temporanee a procedimenti capaci di isolare una persona dalla vita pubblica per anni.
Il peso crescente dell’FSB
Nel 67% dei procedimenti politici monitorati compare almeno un reato di competenza investigativa dell’FSB. In altre parole, le categorie riconducibili all’agenzia sono presenti in circa due casi su tre. Il dato non significa che il servizio segreto compia ogni atto processuale, ma segnala quanto le sue competenze incidano ormai sulla definizione dei comportamenti considerati politicamente pericolosi.
Nel 2026 i nuovi imputati per presunti appelli all’estremismo sono aumentati del 26%. Quelli accusati di avere incitato ad azioni contro la sicurezza dello Stato sono cresciuti del 13%. Formulazioni di questo tipo lasciano agli investigatori uno spazio interpretativo più ampio: una dichiarazione, un sostegno economico o una comunicazione con un gruppo vietato possono essere inseriti nella cornice di una minaccia più estesa.
Secondo gli osservatori per i diritti umani, l’ampliamento di queste categorie aumenta l’influenza dell’FSB sui confini della condotta politica consentita. Si tratta di una valutazione del fenomeno e non della prova che l’agenzia abbia falsificato le prove o aperto ogni singolo procedimento per ottenere nuovi poteri. Il dato istituzionale, però, è concreto: una quota crescente dei casi politici ricade nell’area normativa in cui la sicurezza dello Stato e l’estremismo diventano elementi centrali.
Il minor numero di procedimenti per singoli post e reazioni online, quindi, non equivale automaticamente a una riduzione della repressione. Un post ha una data e un contenuto delimitati. Un presunto legame organizzativo può invece essere ricostruito attraverso più fonti e collegato a persone, versamenti o attività svolte molto tempo prima.
Nei territori ucraini occupati la pressione è più alta
La differenza più netta emerge nei territori ucraini temporaneamente occupati dalla Russia. Qui il tasso registrato è di 9,1 procedimenti ogni 100.000 abitanti, contro 1,2 ogni 100.000 nell’insieme della Russia: oltre sette volte di più.
Il confronto misura i procedimenti censiti, non l’intera dimensione della coercizione. Inoltre, nelle aree occupate è difficile stabilire con precisione il numero degli abitanti e raccogliere dati completi. Il divario resta comunque indicativo di un ambiente repressivo distinto, nel quale il sospetto di slealtà può essere trasformato più facilmente in un’accusa penale.
Il punto non è soltanto il numero dei casi, ma il criterio utilizzato per aprirli. Quando la valutazione della lealtà personale assume un peso decisivo, il confine tra opposizione, comportamento non conforme e minaccia alla sicurezza dipende sempre più dall’interpretazione degli investigatori. Il rischio per le altre regioni russe non consiste nella certezza che ogni pratica adottata nei territori occupati venga automaticamente estesa, ma nella possibile normalizzazione di metodi introdotti in un contesto eccezionale.
Dall’intimidazione alla detenzione prolungata
Il numero dei prigionieri politici è passato da 1.680 alla fine del 2025 a 1.825 nell’ottobre 2026. Per gli osservatori, l’aumento segnala un ricorso più frequente a pene detentive lunghe, capaci di allontanare gli attivisti dalla società per anni, invece di limitarsi a colloqui intimidatori, sanzioni amministrative o brevi fermi.
I procedimenti fondati sull’appartenenza o sul sostegno a un’organizzazione offrono alle autorità uno strumento particolarmente ampio. Possono includere attività passate, utilizzare registri già disponibili e collegare il singolo a una rete più vasta. Per chi viene perseguito, diventa quindi più difficile prevedere quale comportamento potrà essere reinterpretato in futuro come prova di estremismo o di ostilità verso lo Stato.
Il quadro è stato documentato da The Insider, dal monitoraggio di Memorial sulla repressione politica, da Novaya Europe, dal canale Telegram di The Insider e da Agenstvo.
La questione aperta è se l’estensione ai contatti con organizzazioni vietate resterà una pratica circoscritta o diventerà un metodo generale di controllo della vita politica. Finché vecchie donazioni, relazioni e registri potranno riapparire in procedimenti per la sicurezza dello Stato, la portata della repressione non dipenderà soltanto da ciò che una persona fa oggi, ma anche da ciò che le autorità possono ricostruire del suo passato.