Il Pd e il conflitto interno: Schlein tenta di mediare tra sostenitori e oppositori

19.11.2025 13:26
Il Pd e il conflitto interno: Schlein tenta di mediare tra sostenitori e oppositori

Elly Schelin e la sfida interna nel PD: tensioni tra correnti e leadership

“Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”. In un contesto caratterizzato da una fluidità politica senza precedenti, la segretaria del Partito Democratico Elly Schelin e il suo entourage affrontano l’iniziativa promossa dal Correntone di maggioranza, accusato di mettere in discussione la leadership del Nazareno. L’obiettivo dichiarato è supportare Schelin nella sua corsa alla premiership, comprese le primarie, mentre l’intento nascosto potrebbe essere quello di gestire le candidature e la formazione dei gruppi nel Parlamento futuro, una questione rilevante in un clima politico segnato da scelte personalistiche, riporta Attuale.

La segretaria ha affidato a Igor Taruffi, responsabile organizzazione, il compito di presentare l’endorsement per un’iniziativa che il Nazareno percepisce come un tentativo di condizionamento. I Dem di Andrea Orlando, Articolo uno di Roberto Speranza e AreaDem di Dario Franceschini hanno convocato una riunione a Montepulciano dal 28 al 30 novembre, con l’intento di “rilanciare il dibattito e l’iniziativa politica” del partito, inclusi sindacalisti e leader confindustriali. Anziché un Correntone tradizionale, si prospetta un triumvirato che, secondo le voci, potrebbe rappresentare una minaccia per il controllo di Schelin.

Tuttavia, Schelin, contraria a un gruppo “schleiniano” per timore di cacofonia interna, ha scelto di rappresentare i suoi sostenitori per mitigare il loro potere. “Ha richiesto che l’incontro fosse aperto a tutta la maggioranza che l’ha sostenuta, quindi parteciperà e concluderà i lavori”, ha spiegato Taruffi. Le possibilità di successo di questa manovra restano incerte, specialmente se i promotori del progetto decidessero di rivendicare la loro identità “schleiniana” all’interno dell’organigramma dem, richiedendo possibili ristrutturazioni politiche.

Schelin ha in programma una direzione dopo le regionali e un’assemblea nazionale per raddrizzare la rotta in vista delle elezioni. Questa proposta, avanzata da Orlando, cerca di fornire un’alternativa alle pressioni congressuali che sembrano emergere dal vertice del partito. Nessuno sembra interessato a intraprendere battaglie interne, dato che le vere sfide si perfilano all’orizzonte esterno, mentre la minoranza continua a disgregarsi. La componente riformista, con la figura di Pina Picierno al comando, ha già preso le distanze da Energia popolare, indicando un’ulteriore spaccatura nel partito.

A complicare ulteriormente il quadro, permane la questione della necessaria presenza di un centro, con un surplus di contenitori e una carenza di contenuti, che preoccupa i tattici del PD più dei conflitti interni. Le proposte di Matteo Renzi, l’ulivismo di Ernesto Maria Ruffini e le manovre di Goffredo Bettini continuano a evidenziare una lacuna nella leadership capace di unire. La sindaca di Genova, Silvia Salis, emerge come figura di riferimento, pur mantenendo una posizione cauta, potenzialmente disposta a supportare un centrosinistra destinato alla sconfitta, per rimanere l’unica stella nascenti per il futuro.

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