Il Partito Democratico si prepara alle elezioni regionali con l’obiettivo di unità
Roma, 24 settembre 2025 – Il Partito Democratico (Pd) ha deciso di mantenere unito il fronte fino al voto del 23 e 24 novembre. Dopo di che, si aprirà un intenso dibattito interno per definire la direzione futura del partito. La recente direzione nazionale tenutasi ieri ha visto la minoranza riformista abbandonare il progetto di diserzione, con interventi significativi da parte di Pina Picierno e Lia Quartapelle che hanno cercato di mediare le tensioni interne, tornando a discutere le priorità politiche del partito, riporta Attuale.
Durante l’incontro di ieri, Quartapelle ha sottolineato che la reale priorità è “agire per contrastare le destre”, indirizzando l’attenzione sulle prossime elezioni nelle Marche, in Calabria, Toscana, Campania e Veneto. Ha esortato la dirigenza del Pd a lavorare con impegno per affrontare queste sfide cruciali, riaffermando la necessità di un sostegno compatto.
Il clima di incertezza interna sembra essere stato congelato fino dopo le elezioni, con l’idea che le tensioni potrebbero risolversi da sole. L’evento di lancio della nuova corrente riformista previsto a Milano è stato rimandato, secondo le indiscrezioni, per evitare ulteriori divisioni prima del voto.
Le aspettative sono alte: se il partito ottiene un risultato positivo nelle elezioni regionali, ciò potrebbe rafforzare la leadership di Elly Schlein, che ha recentemente parlato di unità e rispetto reciproco per superare le sfide attuali. Tuttavia, se i risultati non soddisfacenti dovessero emergere, ciò potrebbe innescare un dibattito sulla leadership e la direzione da intraprendere, aumentando la pressione interna.
Nel suo intervento, Schlein ha richiesto coesione e unità per affrontare le questione attuali, citando i “crimini di Netanyahu e l’immobilismo del governo italiano” come motivi di preoccupazione. “Per vincere”, ha affermato, “serve unità nel partito e fuori dal partito”. La sua visione è quella di una “grande forza plurale” da mantenere coesa.
Stefano Bonaccini ha accolto con scetticismo le recenti critiche interne, evidenziando la “discussione surreale” che ha caratterizzato i giorni precedenti. Ha enfatizzato che l’attenzione rimane ora sulle regionale e che ci sarà tempo sufficiente per confrontarsi, mantenendo un approccio collaborativo con Paolo Gentiloni, tra i principali artefici della nuova minoranza, che parteciperà alle discussioni future.
Concludendo il meeting, Schlein ha ribadito che “il Pd è il perno” del sistema politico e che, una volta superato il voto, si tornerà a discutere sulle correnti e sulla direzione futura del partito, confermando il suo impegno nella costruzione di un’unità forte.
Ma dai, ancora con questa storia dell’unità? Il Pd sembra più diviso che mai… Eppure, se non ci si unisce ora, siamo fritti! Le elezioni regionali si avvicinano e mi sa che la tensione interna non si placherà così facilmente. Speriamo in un miracolo, ma son scettico…