Il pg di Perugia chiede l’assoluzione di Belmaggio nel processo Rigopiano, mentre accusa i funzionari di gravi responsabilità

03.02.2026 21:25
Il pg di Perugia chiede l'assoluzione di Belmaggio nel processo Rigopiano, mentre accusa i funzionari di gravi responsabilità

Perugia, 3 febbraio 2026 – Sei secondi: bastano sei secondi al sostituto procuratore generale di Perugia Paolo Barlucchi per dire: “Mi sono sbagliato, chiedo l’assoluzione di Sabatino Belmaggio”. C’è silenzio nell’aula degli affreschi di Perugia, è lunedì 2 febbraio e la procura generale sta replicando alle difese dei 10 imputati nel processo d’appello bis per la strage di Rigopiano. Chiesta la conferma delle condanne per gli altri 9: 5 regionali, due provinciali e altrettanti comunali. Una lunga replica, quella del sostituto pg, che parla per 5 ore, riporta Attuale.

Le parole del pg Sergio Sottani sulla Regione

Oggi è lo stesso procuratore generale Sergio Sottani a firmare un comunicato stampa per elencare le ragioni dell’accusa. Gravi omissioni e gravi responsabilità per i 9 imputati è la sintesi. L’insieme “ha inciso in modo determinante sul tragico esito, contribuendo a creare le condizioni che hanno portato alla morte delle 29 vittime“.

Un ragionamento implacabile coinvolge 5 regionali (Caputi, Visca, Primavera, Antenucci e Giovani), due provinciali (D’Incecco e Di Blasio) e altrettanti comunali (Lacchetta e Colangeli). I funzionari della Regione Abruzzo dovevano pianificare; a loro viene contestata in particolare la mancata realizzazione della carta di localizzazione del pericolo valanghe, prevista da una legge del 1992, ben venticinque anni prima del disastro.

Le responsabilità della Provincia

Anche i funzionari della Provincia di Pescara hanno gravi responsabilità nella gestione dell’emergenza neve, poiché non hanno sostituito in tempo la turbina che si era rotta il 6 gennaio 2017 e non hanno chiesto l’intervento dei mezzi dell’Anas. In un’intercettazione, il dirigente rimprovera un sottoposto, affermando che non possono farsi fare l’esproprio in casa.

Le colpe dell’ex sindaco di Farindola e del tecnico comunale

Secondo la procura generale di Perugia, anche i comunali sono ritenuti responsabili. L’allora sindaco il 17 gennaio 2017 – il giorno prima del disastro, quando il bollettino Meteomont segnalava un rischio valanghe di grado 3-4non sgomberò l’hotel e non chiuse la provinciale 8, unica via di fuga dall’hotel Rigopiano, che il 18 era sepolta da un muro di neve. Una trappola per turisti e lavoratori del resort. Non solo: nel pomeriggio del 17 gennaio, l’allora sindaco accompagnò gli ultimi ospiti in arrivo a Rigopiano, con i mezzi sgombraneve che aprirono un varco nella strada anche per far scendere chi lasciava l’hotel.

Le parole del sostituto Paolo Barlucchi

Il sostituto Barlucchi fin dall’inizio nella sua replica ‘rimprovera’ i difensori degli imputati di essere andati completamente fuori tema, “come se la Cassazione non avesse parlato”, ribadisce. Mentre la Suprema Corte “ha parlato di prevenzione che parte da lontano“. Perché con quella carta l’hotel non sarebbe stato costruito o, se costruito in quei giorni di allarme meteo, sarebbe stato chiuso. Si accalora: “Se voi facevate quello che dovevate fare, non eravamo qui”.

Rigopiano come alla fiera dell’est

Rimarca quello che fin dall’inizio della vicenda processuale è una costante: lo scaricabarile tra enti. E lo descrive così: “Cercate me ma dovete andare dai politici, cercate il direttore ma dovete andare dal dirigente, cercate il dirigente ma dovete andare dal direttore”. Si ferma, conclude: “Una cosa circolare, una specie di fiera dell’est. Alla fine, è sempre colpa di qualcun altro“. Ma non è così, perché “la Cassazione dice è l’organizzazione a dover funzionare”. E la canzone di Branduardi resta sullo sfondo, come un monito.

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