Il piano di occupazione israeliano della città di Gaza suscita critiche

09.08.2025 09:25
Il piano di occupazione israeliano della città di Gaza suscita critiche

Il dibattito sull’occupazione di Gaza e le reazioni a livello internazionale

Il progetto di Israele riguardante l’occupazione della città di Gaza ha sollevato numerose contestazioni a livello globale, dai membri dell’Unione Europea ai governi di stati a maggioranza musulmana, fino alle famiglie degli ostaggi israeliani rapiti da Hamas e a vari gruppi della comunità ebraica negli Stati Uniti, comprese organizzazioni che storicamente non criticano il governo israeliano. Domenica, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà in via straordinaria per discutere il piano del primo ministro Benjamin Netanyahu, su iniziativa del Regno Unito, riporta Attuale.

Venerdì scorso, dopo che il governo di Netanyahu ha dato il via libera al piano, i ministri degli Esteri di Australia, Germania, Italia, Nuova Zelanda e Regno Unito hanno reso pubblico un comunicato congiunto in cui esprimono un «rigetto deciso» delle intenzioni israeliane, sostenendo che queste non faranno altro che aggravare la già critica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e mettere in pericolo la vita degli ostaggi, aumentando il rischio di spostamenti di massa di civili.

Il comunicato dei cinque paesi sottolinea inoltre che il piano di Israele potrebbe violare il diritto internazionale, evidenziando che qualsiasi tentativo di annessione o colonizzazione del territorio della Striscia sarebbe una contraddizione delle norme internazionali. In un’intervista al canale statunitense Fox News, Netanyahu ha dichiarato che Israele intende espandere la propria occupazione della Striscia per cercare di sconfiggere Hamas, affermando però di non avere l’intenzione di governare il territorio, che preferirebbe «cedere a forze arabe». Tuttavia, non ha specificato a chi si riferisse, considerando che il piano di occupazione prevede l’istituzione di un governo che non includa né Hamas né l’Autorità Nazionale Palestinese, già attiva in parte della Cisgiordania.

La Germania, fino ad ora, ha avuto la reazione più incisiva contro il piano di Netanyahu, contrariamente al suo tradizionale supporto a Israele. Il governo tedesco ha deciso di interrompere l’autorizzazione all’esportazione in Israele di armi potenzialmente utilizzabili nella Striscia di Gaza, giustificando la propria posizione con l’approvazione del piano di occupazione di Gaza. Attualmente, la Germania è il secondo paese esportatore di armi verso Israele, dopo gli Stati Uniti.

Tuttavia, il piano ha ricevuto critiche anche da altri stati come Francia, Canada e Cina, oltre che dalla Commissione europea e dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, che ha espresso il suo «grave allarme» rispetto agli sviluppi. Volker Türk, Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha dichiarato che l’intensificazione delle operazioni militari israeliane potrebbe provocare «ulteriori trasferimenti forzati, più morti, sofferenze inaccettabili e crimini atroci».

All’interno di Israele, il piano è stato oggetto di critiche da parte delle famiglie dei venti ostaggi che si ritiene siano ancora in vita nelle mani di Hamas. L’associazione che le rappresenta ha avvertito che l’occupazione di Gaza metterebbe a rischio le loro vite. Anche Tzachi Hanegbi, capo del Consiglio per la Sicurezza nazionale e vicino a Netanyahu, ha espresso il proprio disappunto, sostenendo le preoccupazioni del capo dell’esercito israeliano Eyal Zamir, il quale ha affermato che il piano espone a pericoli gli ostaggi.

A differenza delle posizioni critiche dei paesi europei, il governo degli Stati Uniti, il principale alleato di Israele, non si è opposto alle volontà di Netanyahu. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la decisione sull’occupazione di Gaza spetta esclusivamente a Israele. Tuttavia, il piano militare ha ricevuto il dissenso di alcuni gruppi significativi della comunità ebraica statunitense, tra cui la Anti-Defamation League, un’organizzazione storicamente impegnata contro l’antisemitismo, che di solito evita di criticare il governo israeliano. Essa ha manifestato «sostanziali riserve» riguardo al piano di occupazione di Gaza.

1 Comments

  1. Ma è possibile che nel 2023 ci siano ancora piani di occupazione? Non si può ignorare la sofferenza dei civili a Gaza. L’umanità deve sempre prevalere sulla politica. Spero che la comunità internazionale faccia sentire la propria voce e fermi questa follia.

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