Il Ponte sullo Stretto di Messina non si può costruire, lo dice la legge

30.05.2024
Il Ponte sullo Stretto di Messina non si può costruire, lo dice la legge
Il Ponte sullo Stretto di Messina non si può costruire, lo dice la legge

Il pilone sulla sponda calabrese confligge col divieto di edificare nelle zone sismiche: il comune di Villa San Giovanni anticipa le prossime osservazioni al ministero

L’ennesimo colpo di scena per il ponte sullo Stretto di Messina arriva dall’ultimo consiglio comunale che si è tenuto a Villa San Giovanni. All’assemblea incentrata sugli espropri (procedura rimasta aperta nonostante il progetto sia nell’impasse dopo le richieste avanzate dai tecnici ministeriali alla Stretto di Messina) l’amministrazione calabrese ha anticipato un tema che potrebbe essere cruciale, rendendo la grande opera illegittima perché affetta da un divieto di legge. In poche parole, almeno per la sua metà calabrese, il ponte sullo Stretto violerebbe l’obbligo di non edificabilità previsto dal programma zone instabili tracciato sulla base di un’indagine dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra) e poi recepito anche da una legge della Regione Calabria.

L’area è proprio quella su cui poggerebbe uno dei piloni, che corrisponde a una faglia sismica attiva: l’allarme era emerso da uno studio dell’università di Catania citato anche da Anac durante un’audizione nell’iter di approvazione del decreto Ponte. Allo studio si è aggiunta la scioccante prova fotografica del satellite Copernicus che mostra i movimenti della terra.

Adesso c’è anche uno studio specifico dell’ingegner Paolo Nuvolone che il comune di Villa depositerà a breve nel nuovo pacchetto di osservazioni al ministero: il riferimento è a due leggi regionali e in particolare alla numero 40 del 31 dicembre 2015 introdotta per evitare il ripetersi tragedie come quella dell’Aquila. I punti di ancoraggio del ponte, il pilone, il pontile e gli svincoli si trovano proprio all’interno della faglia che originò il sisma del 1908. Ed è una zona in cui le opere esistenti e non delocalizzabili sono soggette a un particolare regime di interventi mentre è tassativa l’inibizione di nuove costruzioni. 

Se la Stretto di Messina aveva obiettato che i pilone sarebbero stati testati per resistere al più grave terremoto che potrebbe essere generato dalla W-Fault, per aggirare il divieto di legge bisognerebbe spostare il pilone reggino o dimostrare che quella faglia non è attiva come invece sostengono ben due studi e l’occhio di un satellite.

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