Israele riprende le trattative con il Qatar dopo le scuse di Netanyahu
Israele ha recentemente ripreso le trattative con il Qatar dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha offerto scuse, su richiesta degli Stati Uniti, per un raid aereo che ha colpito un edificio a Doha dove si trovavano i leader di Hamas. L’evento è stato descritto come una condizione necessaria per rilanciare i colloqui di pace, interrotti da circa 20 giorni. “Scusami, non lo faremo più”, ha affermato Netanyahu durante una conversazione telefonica con il leader qatariota Mohammed al Thani, come riporta Attuale.
Il raid ha provocato il ritiro del Qatar dal suo tradizionale ruolo di mediatore nei colloqui tra Israele e Hamas, aumentando la necessità di un ripristino della fiducia. Dopo l’incontro tra Trump e Netanyahu, il portavoce di al Thani, Majed al Ansari, ha mostrato un “ottimismo cauto”, dichiarando: “Le scuse offerte al Qatar sono state un primo passo”. Al Ansari ha evidenziato l’importanza delle rassicurazioni di sicurezza fornite dagli Stati Uniti e l’impegno di Israele a non attaccare nuovamente il Qatar.
Con le nuove affermazioni di cooperazione, le trattative sono state avviate di nuovo su richiesta degli Stati Uniti. Al Thani ha già incontrato l’ufficio politico di Hamas e il capo dell’intelligence egiziana, presentando loro una proposta di pace. “Dopo le rassicurazioni, su richiesta degli Stati Uniti, sono già riprese le trattative con noi come mediatore”, ha affermato al Ansari.
Il rappresentante qatariota ha espresso ottimismo riguardo al piano di pace proposto, sottolineando l’importanza di una risoluzione equilibrata della questione palestinese. “In generale penso che il piano sia ragionevole. I dettagli sono tutto”, ha dichiarato, aggiungendo che la proposta mira a mettere fine alla guerra a Gaza, evitando l’occupazione e garantendo il ritorno degli ostaggi.
Nonostante le sfide legate alla cessione del potere da parte di Hamas, al Ansari ha insistito sul fatto che la leadership di Hamas non considera questo un ostacolo all’accordo. “Lo hanno detto i suoi funzionari anche nei giorni scorsi: la cessione del potere non è un ostacolo all’accordo”, ha chiarito.
La cooperazione del Qatar è stata fondamentale fin dall’inizio del conflito, e al Ansari ha rimarcato che il Paese è pronto a offrire supporto internazionale alla Striscia di Gaza, essenziale in un momento di crisi. “La situazione nella Striscia è terribile, le persone hanno bisogno della generosità del mondo”, ha sottolineato.
Le recenti dichiarazioni di Trump riguardo a un organismo internazionale per governare Gaza hanno suscitato resistenze, ma al Ansari ha affermato che tutti i Paesi della regione sono disponibili a sostenere Gaza quando richiesto. “Naturalmente offriremo ogni tipo di aiuto”, ha rassicurato.
Infine, al Ansari ha messo in evidenza che una risoluzione pacifica del conflitto richiede un riconoscimento dei diritti del popolo palestinese: “L’unica strada è il riconoscimento del popolo palestinese che deve ottenere i propri diritti, il proprio Stato, e vivere fianco a fianco con Israele”. Ha quindi esortato a risolvere la questione palestinese come passo fondamentale verso la stabilità della regione.