Il professore Cecchella sulla Corte d’Appello dell’Aquila: “I genitori devono dimostrare il cambiamento”

20.12.2025 06:55
Il professore Cecchella sulla Corte d’Appello dell’Aquila: "I genitori devono dimostrare il cambiamento"

Il professor Claudio Cecchella commenta la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila

Il professor Claudio Cecchella, ordinario di Diritto processuale civile e Diritto processuale della famiglia all’Università di Pisa, non si è mostrato sorpreso dal rigetto del reclamo da parte della Corte d’Appello dell’Aquila. Ha dichiarato: “Sì, me l’aspettavo pienamente. Il provvedimento del 20 novembre era coerente con gli artt. 330 e 333 c.c., che attribuiscono al Tribunale per i minorenni ampia competenza per tutelare minori da trascuratezza o abbandono, come l’insalubre abitazione in rudere-roulotte, la mancanza di istruzione, assistenza sanitaria e isolamento sociale. Non c’erano motivi validi d’impugnazione e la Corte ha confermato logicamente”, riporta Attuale.

In qualità di avvocato, Cecchella consiglierebbe ai genitori di presentare un’istanza di modifica e revoca del provvedimento al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, sottolineando i progressi fatti, come l’ottenimento di una nuova casa con i servizi igienici, la disponibilità a vaccini e visite mediche e un’istruzione parentale certificata. “Quindi un’istanza fatta non in una logica impugnatoria, ma di affermazione di nuove circostanze”, ha aggiunto.

Cecchella ha osservato che il provvedimento di ritorno dei bambini presso i genitori potrebbe essere emesso anche senza la necessità di una nuova udienza. “Sì, basterebbe dimostrare il cambio fattuale per ricongiungimento e l’accettazione di regole civili: scuola o formazione garantita, controlli sanitari, igiene. Lo Stato non trascura diritti indisponibili dei minori; la sospensione è misura minore, revocabile con fatti nuovi”, ha spiegato.

Il professore ha anche commentato l’aspetto della nazionalità dei genitori coinvolti, Nathan e Catherine, affermando che “nulla conta” in tal senso, poiché l’Italia applica regole uguali a tutti. “La mia esperienza quarantennale in aula lo conferma: italiani o no, prevalgono interessi minorili su istruzione e sanità”, ha sottolineato.

Riguardo al clamore mediatico suscitato dal caso, Cecchella ha riconosciuto che “non si aspettava tutto questo clamore”. Ha attribuito il risonante interesse a trasmissioni come ‘Le Iene’ e ai commenti sui social, “con commenti pre-motivazione che ignorano ordinanza”, risultando in una “cassa di risonanza enorme”.

Infine, ha espresso preoccupazione sulle strumentalizzazioni politiche, chiarendo che il tribunale per i minorenni detiene la competenza in merito alle misure relative alla responsabilità genitoriale. “La presa di posizione, pure in sede politica, dovrebbe far meditare i suoi protagonisti sulla reale situazione”, ha concluso, chiarendo che le misure adottate dal tribunale non sono state affatto esagerate, ma mirate alla tutela dei minori. Cecchella ha ribadito che la misura cautelare adottata consisteva nell’osservazione e nel collocamento dei minori sotto supervisione del servizio sociale. Mentre la riforma del tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie rimane un tema aperto e urgente per il Ministero.

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