Il Pd punta a un programma di coalizione partecipativo
La segretaria del Pd Elly Schlein ha annunciato che il partito definirà insieme agli alleati il percorso per un programma condiviso, sottolineando che “la piattaforma comune c’è già ed è avanzata”, come dimostrano “le proposte condivise depositate in Parlamento da tutta l’alleanza progressista“. Schlein ha evidenziato anche la “campagna di ascolto” in corso da due anni, con seminari e documenti elaborati, affermando che il programma del Pd potrebbe esistere, anche se attualmente non è visibile, riporta Attuale.
Tra le priorità indicate dalla leader del Pd vi sono il lavoro “dignitoso”, l’abitazione e la sanità, dalle quali scaturiscono argomenti chiave come il salario minimo, il diritto alla casa, e gli investimenti in energie rinnovabili e scuola pubblica. In questo contesto, a Scandicci si svolge la festa nazionale del Pd sulla giustizia, la quale servirà per delineare ulteriori proposte. In collegamento con la scuola di formazione a Ventotene, Schlein ha dichiarato che la discussione aiuterà a “raffinare le cose su cui ancora dobbiamo discutere e trovare l’accordo”. Ha insistito per un approccio aperto, chiedendo di coinvolgere anche contributi esterni al partito.
Questa strategia è in linea con la direzione presa dal vertice del Nazareno, dove si è scelto di porre l’accento sul programma di coalizione, evitando di far prevalere l’azione del Pd in modo arrogante. Si punta a proporre Schlein come leader coalizionale capace di una sintesi “testardamente unitaria”, mitigando l’atteggiamento dell’outsider “non conforme”, che suscita preoccupazioni all’interno del partito e tra gli alleati, temendo che il confronto con Giuseppe Conte possa trasformarsi in una lotta distruttiva alle elezioni future.
Alla luce delle primarie e della sfida al crescente centrodestra, il Pd è chiamato a presentarsi con un’alternativa politico-programmatica di centrosinistra, un aspetto sempre più richiesto dagli analisti, vista la predominanza di Conte nel dibattito pubblico e negli incontri programmati per ottobre. “Dispiace che non si consideri il lavoro svolto durante la nostra campagna di ascolto durata due anni”, ha osservato Igor Taruffi, responsabile organizzativo del Pd. La sua collaboratrice, Marta Bonafoni, ha illustrato il lavoro svolto dal Nazareno, evidenziando che sono stati consultati “250 interlocutori, con 13mila questionari compilati, 3mila volontari mobilitati e 1.000 banchetti organizzati”. Sono stati raccolti anche “6.800 commenti” da parte degli intervistati, confermando l’impegno del partito nel coinvolgere attivamente la base.
Nel focus finale del periodo di ascolto, sono stati redatti diversi documenti su temi cruciali come la sanità, il Terzo settore, la scuola e l’università. Nonostante ciò, Schlein ha concluso con un rammarico, suggerendo che senza una corretta visibilità, tutti questi sforzi rischiano di rimanere inascoltati.