Il ricordo di un ex lavoratore Fiat: “Eravamo duemila, un privilegio lavorare qui”

15.09.2025 06:25
Il ricordo di un ex lavoratore Fiat: "Eravamo duemila, un privilegio lavorare qui"

La testimonianza di un ex operaio della Fiat: ricordi di un’era d’oro

“Chi aveva una Fiat poteva parcheggiare negli spazi aziendali, altrimenti le auto dovevano restare fuori. Lavorare per quell’azienda era considerato quasi un privilegio, tanto che c’era chi si licenziava dalle Ferrovie per entrare in fabbrica”. È il ricordo di Massimo Galantini, 66 anni di Rufina, ex sindacalista ed ex tuta blu della Fiat di Firenze dal 1980 al 1994 e poi della ex Gkn fino al 2006, riporta Attuale.

Galantini descrive gli anni Ottanta come un periodo di grande occupazione, con circa duemila lavoratori in fabbrica, momento migliore per l’occupazione. La lavorazione era prevalentemente manuale, con l’automatizzazione che arrivò in seguito, mentre l’attività principale era la lavorazione degli alberi di trasmissione per auto Fiat, Lancia e Autobianchi.

Il clima lavorativo, secondo Galantini, era positivo: “Si guadagnava bene. La lavorazione era a ciclo continuo, così facevamo i turni”. Gli operai beneficiavano di vari vantaggi, tra cui colonie estive per i figli e auto scontate, e ricevevano riconoscimenti come mesi di stipendio doppio per 25 anni di servizio e orologi d’oro per 35 anni.

Dal punto di vista sindacale, gli anni Settanta furono caratterizzati da lotte per i diritti dei lavoratori. Tuttavia, la ‘marcia dei quarantamila’ del 14 ottobre 1980 a Torino segnò un punto di svolta negativo per il movimento sindacale. Galantini ricorda come a Firenze si proclamassero scioperi occasionali per mantenere alta la protesta, ma anche per garantire un minimo stipendio.

Nel settembre 1994 si verificò il passaggio dalla Fiat alla Gkn. “La Gkn era già parte dell’indotto della Fiat“, spiega Galantini, evidenziando come la produzione si fosse ampliata verso nuovi marchi come Bmw e Mercedes. Il passaggio fu vissuto diversamente tra i giovani e i lavoratori più esperti, con ripercussioni emotive significative sui più anziani.

Galantini, andato in pensione nel 2006, non si aspettava un epilogo così critico per la Gkn. “Finché c’era un gruppo industriale, le cose andavano bene, ma con l’acquisizione da parte di un fondo finanziario, la produzione è stata trascurata”, conclude, sottolineando la perdita di un’era per l’industria automobilistica toscana.

Barbara Berti

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere