Il decreto di aiuti all’Ucraina è stato approvato in via definitiva con 106 voti favorevoli, 57 contrari e 2 astenuti, riporta Attuale. Questa misura prevede sia supporto militare che civile, e la sua approvazione è avvenuta in un contesto meno teso grazie all’uscita dalla Lega del partito Futuro Nazionale di Vannacci.
La critica dell’opposizione
Il voto in Senato non permette di separare la fiducia dalla votazione sul provvedimento, a differenza di quanto avviene alla Camera, portando tutte le opposizioni, compresa Azione di Carlo Calenda, a esprimere un voto contrario. Alessandro Alfieri del PD ha affermato che il governo ha scelto la fiducia “per coprire le vostre differenze e difficoltà”. Enrico Borghi di Italia Viva ha aggiunto: “Grazie al governo ci troviamo nella singolare condizione di condividere il merito del decreto e di essere contrari alla fiducia all’esecutivo. Se si fosse lasciato libero il Parlamento, come già capitato alla Camera, avremmo votato a favore della conversione del decreto Ucraina”.
La Lega abbassa i toni
I toni della Lega sembrano essere cambiati, come evidenziato dall’intervento di Massimiliano Romeo in aula, che ha sostenuto un sì per motivi legati alla situazione internazionale. Ha dichiarato: “La Lega voterà a favore del decreto a sostegno dell’Ucraina, innanzitutto perché in questa fase negoziale in corso, un eventuale mancato sostegno all’Ucraina, come qualcuno ha voluto far intendere, diminuirebbe il potere contrattuale del popolo ucraino”.