Il sindaco di Niscemi, Massimo Valentino Conti, ha avvertito che è possibile l’abbattimento degli edifici nei primi 50 metri dalla frana, poiché anche se non crollassero, potrebbero inclinarsi di 25 gradi. Questa dichiarazione è stata rilasciata durante la sua prima audizione parlamentare nella commissione Ambiente alla Camera dei deputati. Conti ha illustrato le misure intraprese dalla sua amministrazione a seguito della doppia frana che ha colpito Niscemi, in provincia di Caltanissetta, il 25 gennaio, dopo un primo crollo il 16 gennaio, che ha costretto all’evacuazione di quasi 1.500 persone, a causa delle abitazioni distrutte lungo la scarpata. Informazioni dettagliate circa l’emergenza sono state riportate da Attuale.
Secondo il sindaco, il comune di Niscemi ha fatto tutto il possibile nel corso degli anni. È stato approvato e aggiornato il piano di protezione civile, inizialmente attuato, con un successivo e più ampio supporto dopo la seconda frana.
I soldi spesi e quelli mai arrivati
Riguardo alle risorse, Conti ha sottolineato che alcuni interventi sono stati effettuati: «Sul versante ovest – interessato dalla prima frana il 16 gennaio – è stato realizzato un bypass. Inoltre, sono stati stanziati 1 milione e 2mila euro per la messa in sicurezza del versante ovest, sotto la competenza del governo Musumeci. Tuttavia, la frana a sud, la più significativa e legata a quella disastrosa del ’97, è stata trascurata: “Per quanto riguarda la frana del 1997, ho chiamato mensilmente gli uffici regionali competenti per sollecitare l’attuazione delle fasi 2 e 3 in relazione alla relazione tecnico-effettiva stilata dopo il ’97. Dovrebbero essere demoliti 47 immobili e risarciti gli sfollati. Tuttavia, il finanziamento è stato attivato solo nel 2025.
Sebbene non ci fossero segnali precisi in zona, ho segnalato ogni anno la questione. Lo chiamavamo un quartiere fantasma, in quanto i residenti erano ormai ridotti al minimo. Ho comunicato alla premier Meloni che ci sono voluti 28 anni per ottenere i fondi per le fasi 2 e 3.
Gli sfollati
Conti ha informato che il comune dovrà probabilmente gestire l’abbattimento di tutti gli edifici nei primi 50 metri della frana, poiché, nella peggiore delle ipotesi, il tratto potrebbe inclinarsi. «Stiamo monitorando se l’area necessiterà di ulteriori riduzioni e lavorando alla ricollocazione dei residenti. Attualmente assistiamo direttamente solo 40 persone, mentre gli altri hanno trovato sistemazione presso amici o parenti o in seconde case, considerando che si tratta di un quartiere storico, abitato da molti professionisti».