Il soccorritore italiano racconta l’emergenza a Crans-Montana: trasporto notturno di pazienti ustionati

01.01.2026 23:25
Il soccorritore italiano racconta l'emergenza a Crans-Montana: trasporto notturno di pazienti ustionati

Tragedia a Crans-Montana: intervento della Protezione Civile Italiana

Un’operazione di emergenza è stata avviata nella località svizzera di Crans-Montana dopo un incidente che ha lasciato numerosi feriti in condizioni critiche. Alle prime luci dell’alba di ieri, la Protezione civile italiana è stata attivata per trasportare i pazienti più gravi verso gli ospedali, riporta Attuale.

Durante la notte, le operazioni di soccorso sono state ostacolate dalla scarsità di elicotteri disponibili per il volo in ambienti montani in inverno. “La nostra attivazione è stata immediata, disponiamo di due mezzi sul territorio per il grande afflusso di turisti durante le festività natalizie”, ha dichiarato Valerio Segor, direttore della Protezione civile della Valle d’Aosta.

Tra i soccorritori c’era Jacopo Pernechele, anestesista rianimatore di turno, che ha spiegato la gravità della situazione: “C’erano pazienti in condizioni critiche, intubati e sedati, alcuni con ustioni molto gravi che dovevano essere subito ricoverati in ospedale”. Pernechele, insieme al collega Emanuele Nuzzoli, si è subito recato sul luogo dell’incidente.

Un’operazione complessa ha richiesto il trasporto d’urgenza di una donna di 25 anni presso l’ospedale di Ginevra. “Ci avevano detto che avremmo dovuto trasportare due pazienti, ma uno ha avuto una complicazione che doveva essere risolta d’urgenza e non avrebbe quindi fatto in tempo a partire con il nostro elicottero”, ha aggiunto Pernechele.

L’evacuazione è stata resa difficile dal numero elevato di feriti e dagli elicotteri in arrivo da varie località svizzere. “Il nostro equipaggio è dovuto rientrare ad Aosta per raggiunti limiti orari di volo”, ha affermato Segor, sottolineando la complessità della missione. “Abbiamo chiesto se fosse necessario attivare un altro mezzo aereo, ma ci hanno risposto che, al momento, non era più necessario”.

In mattinata non sono arrivate richieste di ricovero in Italia, poiché i pazienti più critici erano stati portati nei centri specializzati in Svizzera. Più tardi, però, sono stati richiesti tre ricoveri presso il Niguarda di Milano: una ventinovenne con trauma toracico non critico e due ragazze di 16 anni con ustioni su oltre il 30% del corpo.

“Le pazienti sono arrivate nell’arco di 20-30 minuti una dall’altra. Abbiamo attivato anche un team di psicologi per supportare le famiglie”, ha spiegato Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’emergenza e del pronto soccorso di Niguarda. Inoltre, è pronto a partire personale specializzato del Centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Genova.

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