Il sondaggio ISPI 2025: percezioni degli italiani sulla politica internazionale e le sfide globali

21.12.2025 13:35
Il sondaggio ISPI 2025: percezioni degli italiani sulla politica internazionale e le sfide globali

Italiani viszontano un mondo instabile con Trump alla Casa Bianca e conflitti globali in corso

A quasi un anno dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, gli italiani guardano al 2026 con apprensione, mentre la guerra in Ucraina continua senza soluzione e un fragile cessate il fuoco permane a Gaza. La percezione di un mondo più instabile cresce, con l’Europa che appare sempre più sola. Gli Stati Uniti sotto la guida Trump non sono visti come un alleato affidabile, mentre la Russia continua a rappresentare una grave minaccia. In questo contesto, l’Unione Europea emerge come un punto di riferimento, almeno senza illusioni riguardo alla sua reale capacità di incidere sulla gestione dei conflitti mondiali, riporta Attuale.

I DATI DEL SONDAGGIO

1. ALLEATI: USA SEMPRE PIÙ LONTANI, MA CRESCE LA FIDUCIA NELL’UE

Per gli italiani, il mondo è diventato un luogo più ostile. L’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 ha drasticamente ridotto la percezione positiva di Mosca, così come quella della Cina, almeno temporaneamente. Tuttavia, mentre la fiducia nell’Unione Europea cresce ulteriormente, passando da un saldo netto del +37% nel 2020 a +48% oggi, quella negli Stati Uniti cala significativamente. Sotto la presidenza Trump, gli USA scendono da un saldo positivo del +47% a +19%, passando da solido alleato a partner ambivalente.

Oggi, gli Stati Uniti vengono percepiti come leggermente più affidabili della Cina, che ha visto un incremento della fiducia, passando da -25% a +8% dal 2022. Questo livello di fiducia è simile a quello riservato alla Russia nel 2020, prima dell’invasione dell’Ucraina.

2. TRUMP È UN PROBLEMA, ANCHE PER GLI USA…

Una maggioranza assoluta di italiani (54%) ritiene che, a un anno dall’elezione di Trump, le cose nel mondo siano peggiorate. Questo dato è quadruplicato rispetto al 13% di chi crede in un miglioramento del contesto internazionale. Inoltre, il giudizio su come siano cambiate le condizioni negli Stati Uniti è negativo: il 46% afferma che la situazione è deteriorata, mentre solo il 21% pensa il contrario. Ciò evidenzia una frattura netta tra la percezione dell’influenza americana e la valutazione della sua traiettoria politica.

3. …MA RESTA LEADER (SEMPRE PIÙ INCONTRASTATO)

Il giudizio sfavorevole su Trump non riduce però la sua percezione come figura influente a livello mondiale. Nonostante una leggera flessione nella percentuale di italiani che lo indicano come il leader più influente (dal 39% al 34%), rimane leader incontrastato. Al contrario, Vladimir Putin e il Vaticano registrano un netto ridimensionamento, mentre Xi Jinping guadagna terreno, aumentando la sua quota dal 6% all’11%.

4. LA RUSSIA RIMANE ANCORA LA PRINCIPALE MINACCIA

Per il quarto anno consecutivo, maggioranza relativa di italiani considera la Russia come la principale minaccia alla sicurezza globale, con il 32% di risposte. Altri due Paesi che seguono sono gli Stati Uniti e Israele, entrambi al 12%, mentre la Cina scivola al quinto posto (8%). Da notare come negli ultimi sei anni si siano susseguiti tre cambi al vertice di questa classifica.

5. SPERANZE: LA PACE PRIMA DELL’ECONOMIA

Nelle speranze degli italiani, emerge con chiarezza il desiderio di pace. Quando viene chiesto quali avvenimenti porterebbero più speranza per il 2026, quasi due terzi (64%) menzionano la pace in Ucraina o in Medio Oriente. La crescita economica in Europa è vista come una priorità da un 32%, seguito da desideri di pace e miglioramento delle relazioni tra le grandi potenze (25%).

6. UCRAINA, UNO SU DUE VUOLE LA FINE DELLA GUERRA (COSTI QUEL CHE COSTI)

Circa la guerra in Ucraina, emerge una posizione netta: il 49% degli italiani desidera la fine immediata delle ostilità, con una larga maggioranza disposta ad accettare compromessi significativi. Il 36% propende per un accordo tra Kiev e Mosca anche a costo di concessioni territoriali, mentre il 13% chiede l’interruzione del sostegno militare occidentale, indipendentemente dalle conseguenze. Invece, solo il 15% supporta la continuazione del supporto militare fino al pieno ripristino dei confini ucraini.

7. MEDIO ORIENTE: FIDUCIA NELL’ONU, SFIDUCIA NELL’EUROPA

Nonostante l’Unione Europea venga vista come il principale alleato dell’Italia, gli italiani non le attribuiscono un ruolo centrale nella gestione del conflitto in Medio Oriente: solo il 4% ritiene che l’Europa possa garantire la pace nella regione. La preferenza per soluzioni multilaterali emerge con forza, con il 33% che indica l’ONU come punto di riferimento.

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