Il governo britannico avverte Abramovich: ultimatum di 90 giorni per trasferire fondi umanitari all’Ucraina
Il governo del Regno Unito ha concesso a Roman Abramovich, oligarca russo ed ex proprietario del Chelsea, un termine di 90 giorni per trasferire 2,5 miliardi di sterline (2,9 miliardi di euro) a un ente umanitario a favore dell’Ucraina, o affronterà azioni legali. Abramovich vendette il Chelsea nel 2022 dopo l’inizio dell’invasione russa, con l’accordo di devolvere la somma ricavata a iniziative umanitarie, ma il trasferimento non è mai avvenuto, riporta Attuale.
Abramovich, con un patrimonio di miliardi di dollari e legami stretti con il presidente russo Vladimir Putin, acquisì il Chelsea nel 2003 per 140 milioni di sterline, trasformando il club in una delle principali potenze calcistiche in Inghilterra, vincendo anche due edizioni della Champions League.
In seguito all’invasione dell’Ucraina, il governo britannico e l’Unione Europea sanzionarono lui e altri oligarchi. La decisione di vendere il Chelsea fu influenzata da pressioni governative. Abramovich ottenne il permesso di vendere il club, con l’impegno di destinare i proventi ad attività umanitarie per l’Ucraina.
Dopo una rapida transazione, il Chelsea fu venduto a un investitore rappresentato da Todd Boehly, portando a un deposito di 2,5 miliardi di sterline su un conto congelato in una banca inglese. L’accordo prevedeva la creazione di una fondazione benefica per gestire il denaro destinato alle esigenze umanitarie in Ucraina.
Tuttavia, Abramovich ha prolungato il trasferimento dei fondi, e la fondazione non è stata istituita. Il governo britannico aveva già minacciato azioni legali se i fondi non fossero stati spostati dal conto, ma la situazione rimane invariata. Abramovich ha sostenuto che i fondi devono beneficiare «tutte le vittime della guerra», incluse quelle russe.
La ministra delle Finanze britannica, Rachel Reeves, ha definito il ritardo nel trasferimento dei fondi come «inaccettabile», mentre il primo ministro Keir Starmer ha sottolineato l’urgenza nella questione, chiarendo che il governo ha autorizzato Abramovich a spostare i fondi dal conto congelato, ma spetta a lui creare la fondazione necessaria.
Dal suo profilo riservato, Abramovich ha anche partecipato a negoziati iniziali tra Ucraina e Russia nel marzo 2022, assumendo un ruolo di intermediario, un periodo durante il quale emerse una situazione di sospetto avvelenamento nei suoi confronti. Oltre al Chelsea, possedeva numerosi beni nel Regno Unito, inclusa una residenza da 15 stanze del valore di oltre 150 milioni di sterline, tutti congelati a causa delle sanzioni.