Grave crisi sanitaria in Sudan colpito dalla guerra civile
In Sudan è in corso da oltre due anni una guerra civile che ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. Oltre alle violenze e alla fame, il paese sta affrontando un grave aumento delle malattie. Il deterioramento delle infrastrutture sanitarie, unito alle recenti stagioni di piogge, ha portato a un forte incremento delle infezioni di colera, dengue e febbre tifoide. Si segnalano centinaia di migliaia di casi, che hanno causato la morte di migliaia di persone, riporta Attuale.
La guerra civile è cominciata nell’aprile del 2023 tra due fazioni armate, un tempo alleate, che ora si contendono il controllo del paese: da un lato le Forze armate del Sudan, guidate dal generale Abdel Fattah al Burhan, e dall’altro le Forze di supporto rapido. Si stima che da allora siano state uccise 150mila persone a causa dei combattimenti e che altre centinaia di migliaia siano morte a causa della carestia e degli stenti. Tredici milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case su una popolazione di circa 50 milioni.
Nella capitale Khartoum e in altre zone del paese si segnalano decine di migliaia di infezioni da dengue. La stagione piovosa ha creato condizioni favorevoli alla proliferazione delle zanzare che trasmettono la malattia, mentre le infrastrutture idriche danneggiate dal conflitto hanno costretto le persone a utilizzare acque stagnanti, aumentando il rischio. La dengue può causare febbre e dolori intensi alla prima infezione, e una seconda infezione aumenta il rischio di forme più severe e può essere letale.
Il Sudan è stato anche colpito dal colera, causato dal batterio Vibrio cholerae, che si sviluppa in acqua e alimenti contaminati. Se non trattato, il colera può portare a complicazioni mortali a causa della disidratazione. Fino ad ora, in Sudan, sono morte di colera più di 3mila persone. L’epidemia più recente si è sviluppata nella regione del Darfur, colpita dai combattimenti più gravi, dove si sono registrati oltre 12.700 casi e 358 morti da maggio a oggi; gran parte di questi casi è stata riscontrata a Tawila, una cittadina che ha accolto centinaia di migliaia di sfollati.
Dopo due anni e mezzo di guerra, le strutture sanitarie del Sudan non sono in grado di assistere tutte le persone malate. Circa la metà degli ospedali a Khartoum è stata distrutta e quelli ancora aperti operano a ritmo ridotto per mancanza di personale e attrezzature. Nel Darfur, la situazione è ancora più critica.
I recenti tagli ai programmi di aiuti umanitari da parte di paesi occidentali hanno aggravato ulteriormente i problemi sanitari. L’amministrazione statunitense di Donald Trump ha smantellato all’inizio dell’anno l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID), che forniva aiuti umanitari in molte regioni, incluso il Sudan. Anche altri paesi come il Regno Unito e la Germania hanno recentemente limitato i loro programmi di aiuti internazionali, con gravi conseguenze per il Sudan e altri paesi africani.