Il testamento di Giorgio Armani: pubblicati due atti olografi dopo la sua morte

12.09.2025 07:15
Il testamento di Giorgio Armani: pubblicati due atti olografi dopo la sua morte

Le ultime volontà di Giorgio Armani: rivelati due testamenti olografi

La notizia è arrivata ieri: le ultime volontà di Giorgio Armani sono state “pubblicate”, cioè formalmente aperte, dopo il decesso del 4 settembre. Dall’Archivio notarile di Milano risulta l’esistenza di due documenti in forma segreta, scritti di suo pugno e custoditi in buste sigillate: il primo datato 15 marzo 2025, il secondo 5 aprile 2025. L’apertura materiale è avvenuta martedì 9 settembre nello studio della notaia Elena Terrenghi. Il contenuto, per ora, non è reso noto: gli atti restano accessibili solo alle parti direttamente interessate e agli organi competenti. Il dato rilevante è la doppia e ravvicinata redazione: una scelta che suggerisce un affinamento delle disposizioni a distanza di poche settimane, con possibili integrazioni o correzioni rispetto al primo testo, riporta Attuale.

La presenza di due documenti scritti a distanza di poche settimane non suggerisce un’indecisione, ma è l’espressione più alta della meticolosa attenzione al dettaglio che ha sempre contraddistinto lo stilista: il testamento del 5 aprile, agendo presumibilmente come integrazione o modifica del primo, rappresenta l’atto finale di una rifinitura personale del suo lascito su un piano già impostato. Negli “ambienti” del settore si ipotizza che i testamenti possano includere lasciti anche per persone che sono state al suo fianco fin dagli inizi della sua attività o hanno lavorato con lui e per lui, come per esempio collaboratori meno noti al grande pubblico che hanno avuto un ruolo significativo nella sua vita professionale e personale, oppure enti e cause sociali.

Se e in quale misura la gratitudine personale allargherà il cerchio dei beneficiari è il punto che, più di ogni altro, potrebbe dare un profilo inatteso a un’eredità già storica. Comunque, ciò crea una struttura di successione a due livelli: un’architettura societaria blindata, pensata per il lungo termine, e un insieme di disposizioni personali, aggiornate in tempo reale, per riflettere le sue ultime, intime volontà. Il perimetro economico è imponente: la ricchezza personale è stimata fra 11 e 13 miliardi di euro. Nel computo rientrano dimore in Italia e all’estero, opere d’arte, imbarcazioni e partecipazioni.

Tra gli immobili, la casa di via Borgonuovo a Milano, la villa di Pantelleria, la residenza a Forte dei Marmi, Villa Rosa nell’Oltrepò Pavese, oltre a dimore a Saint Moritz, Parigi e Saint‑Tropez. Al centro, resta la quota del 99,9% della Giorgio Armani S.p.A., detenuta direttamente dal fondatore; lo 0,1% fa capo da tempo alla Fondazione Giorgio Armani. Nel 2016 venne approvato lo statuto che ridisegna la governance; nel 2023 è stato integrato con categorie di azioni senza voto e con regole di prudenza su acquisizioni e ipotesi di eventuale quotazione.

Sul piano personale, gli osservatori collocano tra i perni della transizione i tre nipoti – Silvana e Roberta Armani, figlie del fratello Sergio, e Andrea Camerana, figlio della sorella Rosanna – insieme a Leo Dell’Orco. Ma, appunto, i due testamenti olografi potrebbero riservare sorprese.

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