Il vertice segreto di Istanbul: il tentativo fallito di Trump

21.06.2025 23:35
Il vertice segreto di Istanbul: il tentativo fallito di Trump

New York – «Snafu». Il termine militare coniato dai marines durante la Seconda guerra mondiale, che significa «situazione normale, completamente incasinata», trova un’ulteriore applicazione nel recente sviluppo riportato dalla rivista online Axios. Se confermato, questo evento si potrebbe guadagnare un posto nella storia delle più grandi complicazioni diplomatiche.

Donald Trump e il presidente turco Erdogan hanno tentato di organizzare un incontro segreto a Istanbul tra funzionari statunitensi e iraniani. Tuttavia, il piano si è arenato quando la Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, non è stata in grado di dare il suo assenso, essendo scomparso per motivi di sicurezza. Questo è quanto hanno riferito tre funzionari americani e una fonte vicina ai fatti, secondo Axios.

La difficoltà di comunicazione con Khamenei, ottantenne e in una situazione di isolamento tecnologico, sembra quasi paradossale. Tuttavia, alla luce della straordinaria capacità israeliana di monitoraggio e controinformazione, come dimostrato da recenti eventi, è comprensibile per il suo staff trovare criticità nel contattarlo.

La gravità della crisi iraniana è stata tale da indurre Trump a interrompere una sua trasferta di golf nel New Jersey. La crisi, giunta al nono giorno, ha portato il presidente a tornare alla Casa Bianca per confrontarsi con i suoi consiglieri di sicurezza nazionale. Quest’ultimo aspetto, che rimanda a una certa urgenza, sottolinea quanto il golf presidenziale sia spesso un indicatore dei momenti di crisi.

Il tentativo di incontro tra funzionari statunitensi e iraniani in Turchia svela la strategia di Trump, che, oltre a pubblicare tweet provocatori, sta cercando realmente un dialogo diretto con Teheran nel tentativo di evitare conflitti armati e di negoziare un accordo sul nucleare.

Contemporaneamente, Khamenei sta preparando una lista di potenziali successori, che sono stati definiti da un funzionario anonimo della Casa Bianca “i tre marmittoni”, richiamando figure non molto rassicuranti dal passato comico per descriverne le competenze. Questo mette in risalto come l’incertezza sulla leadership in Iran stia aggiungendo ulteriori complessità alla già tesa situazione geopolitica.

In un contesto in cui le scelte di Trump rispetto ai suoi collaboratori riflettono una diversificazione rispetto ai precedenti mandati, le figure chiave sono Stephen Miller e Steve Bannon. Miller, guida della sicurezza nazionale, sta portando avanti l’agenda anti-immigrazione di Trump, mentre Bannon, benché senza ruolo ufficiale, continua a influenzare le decisioni del presidente, avvisando che la guerra non sarebbe ben vista dalla sua base elettorale. L’attenzione del presidente è ora rivolta al Consiglio della Sicurezza Nazionale, dove dovrà decidere se intraprendere azioni militari nei prossimi giorni.

La situazione rimane critica e le prossime mosse di Trump, uniche nel loro genere, saranno seguite con attenzione sia a livello nazionale che internazionale, riporta Attuale.

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