Il vice presidente meno vice della storia americana
Richard B. Cheney, 46esimo Vicepresidente degli Stati Uniti, è morto la scorsa notte a causa di complicazioni dovute a polmonite e a malattie cardiache e vascolari. Aveva 84 anni. È stato una figura dominante della politica americana nei primi anni del Duemila. Nato nel 1941 nel Nebraska, ha scalato la scena politica con un percorso che lo ha visto passare dal ruolo di capo dello staff del presidente Gerald Ford fino a diventare segretario della Difesa sotto George H.W. Bush negli anni Ottanta, guidando operazioni come la prima guerra del Golfo, riporta Attuale.
Ma è stato soprattutto come vicepresidente di George W. Bush, dal 2001 al 2009, che Cheney ha esercitato un potere forse senza precedenti per quell’incarico, diventando la mente dietro molte delle scelte più controverse e decisive dell’amministrazione, dalla reazione all’11 settembre alle guerre in Afghanistan e Iraq.
Il primo infarto Dick Cheney lo ebbe dopo un disastroso comizio nel 1978, quando correva per diventare deputato del Wyoming. Nel periodo della convalescenza sui palchi lo sostituì la brillantissima moglie Lynne, che contribuì così a (ri)lanciare la sua carriera, cominciata alla Casa Bianca con Nixon, da cui però, per sua fortuna, fu allontanato prima dello scandalo Watergate. Oggi, a 84 anni, Cheney è morto e ora spetterà agli storici il giudizio sulla sua parabola politica e soprattutto sul suo ruolo di vicepresidente durante i due mandati di G. W. Bush.
Oggi, nel contesto della politica americana, ci si aspetta anche il trionfo di un astro nascente, Zohran Mamdani, alle elezioni per il sindaco di New York, durante la quale un numero record di newyorkesi ha partecipato al voto. Questa elezione potrebbe segnare un punto di svolta significativo nella politica americana, con Mamdani che potrebbe diventare il primo sindaco musulmano della città.
Trump ha reagito all’ascesa di Mamdani, etichettandolo come “comunista, non socialista”, e ha minacciato di ridurre i fondi federali per New York se Mamdani dovesse vincere. La campagna elettorale sta mostrando anche un forte supporto tra i giovani, portando a un’affluenza alle urne significativamente superiore rispetto alle precedenti elezioni.
Il suo programma progressista ha attratto l’attenzione, e ora molti osservatori internazionali viaggiano negli Stati Uniti per comprendere le dinamiche dietro l’elezione di questo giovane leader, che promette di cambiare il volto della politica a New York, riflettendo tendenze più ampie nella politica mondiale.