Omicidio Mario Ruoso: arrestato un sospettato
Pordenone, 5 marzo 2026 – Un sospettato per l’omicidio di Mario Ruoso, 87 anni, fondatore e patron di TelePordenone, è stato identificato. Si tratta di un cittadino italiano, un storico collaboratore dello stesso Ruoso, secondo le informazioni raccolte. Gli investigatori hanno delineato ragioni economiche come possibile movente dell’assassinio. Il sospettato, di 68 anni, si trova attualmente in Questura a Pordenone, riporta Attuale.
L’auto del sospettato è stata sequestrata questa mattina dagli agenti, coordinati dal sostituto Federica Urban. L’auto era parcheggiata nei pressi dell’abitazione del sospettato, a Tiezzo di Azzano Decimo. Nel bagagliaio, gli investigatori hanno trovato un borsone che è stato portato via per ulteriori analisi. Poco dopo, anche il veicolo è stato prelevato per completare le indagini scientifiche.
Mario Ruoso è stato ucciso con alcune sprangate alla testa. Il suo corpo è stato rinvenuto nel pomeriggio di ieri nel suo attico al settimo piano di un palazzo a Pordenone, di fronte alla concessionaria d’auto di sua proprietà. Si presume che l’omicidio sia avvenuto in un breve lasso di tempo, probabilmente tra le 7 e le 8 del mattino. Un elemento significativo è che l’imprenditore era già vestito di tutto punto e pronto per uscire, come se stesse per iniziare la sua giornata lavorativa. Nonostante la sua età, Ruoso si recava quasi quotidianamente nel salone di auto. Le prime analisi suggeriscono un’aggressione improvvisa e violenta: l’anziano sarebbe stato colpito inizialmente con un oggetto contundente, probabile spranga, e stordito. Nella caduta, avrebbe battuto la testa contro uno spigolo di un mobile, seguito da numerosi colpi mortali alla testa.
Ad oggi, l’arma del delitto non è stata trovata, nonostante le ricerche condotte all’interno dell’appartamento e nelle aree limitrofe. A scoprire il corpo è stato il nipote dell’imprenditore, che è entrato nell’abitazione dopo aver tentato ripetutamente di contattarlo telefonicamente senza successo. Gli inquirenti, nel massimo riserbo, non escludono alcuna ipotesi riguardo al movente, mentre l’inchiesta prosegue per far luce su un omicidio che ha scosso profondamente la comunità locale.
Incredibile! Non avrei mai pensato che un collaboratore di Ruoso fosse coinvolto in una cosa così terribile… Le motivazioni economiche poi, incredibile come possono spingere la gente a commettere atti così violenti. Pordenone non merita tutto questo caos!