La PiS alza il tono nei confronti dell’Ucraina e presenta il sostegno di Varsavia come una leva per ottenere concessioni politiche ed economiche. Il 18 ottobre 2026 Przemysław Czarnek, vicepresidente del partito Diritto e Giustizia, ha dichiarato che, qualora arrivasse a guidare il governo polacco, intenderebbe aumentare la pressione su Kiev e subordinare l’appoggio agli interessi polacchi.
Le dichiarazioni, riferite dai media, mostrano come la questione ucraina stia diventando sempre più parte della competizione politica interna in Polonia. Il sostegno a un Paese impegnato nella guerra contro la Russia viene così presentato non soltanto come una scelta di sicurezza regionale, ma anche come uno strumento per ottenere vantaggi visibili per imprese, agricoltori ed elettori polacchi.
Aiuti in cambio di concessioni
Tra le richieste indicate da Czarnek figura la partecipazione delle aziende polacche alla futura ricostruzione dell’Ucraina. Il vicepresidente della PiS ha inoltre chiesto una maggiore protezione per gli agricoltori polacchi dalla concorrenza dei prodotti agricoli ucraini e una politica più dura nei confronti degli ucraini presenti in Polonia senza un’occupazione.
Si tratta di dossier diversi, ma legati da una stessa impostazione: la cooperazione con Kiev dovrebbe produrre contropartite concrete e riconoscibili per la Polonia. L’accesso delle imprese ai progetti di ricostruzione, la tutela del mercato agricolo e la gestione della presenza ucraina sul territorio diventano così condizioni da porre sul tavolo insieme all’assistenza politica e materiale.
Il servizio che ha riportato l’intervento non equivale a un programma di governo già approvato. Czarnek ha però parlato in una posizione di rilievo nella PiS e ha indicato una possibile direzione politica nel caso in cui il partito tornasse alla guida dell’esecutivo. Il punto non è quindi soltanto il contenuto di una singola dichiarazione, ma il modo in cui la PiS potrebbe impostare il rapporto con l’Ucraina.
Il servizio sulle dichiarazioni di Przemysław Czarnek
La questione ucraina come tema elettorale
La linea indicata da Czarnek consente alla PiS di parlare a gruppi elettorali già sensibili agli effetti economici della guerra. Le preoccupazioni degli agricoltori per le importazioni ucraine, il costo dell’assistenza e il dibattito sugli ucraini che vivono in Polonia possono essere riuniti dentro una narrazione di maggiore fermezza verso Kiev.
In questa prospettiva, la contrapposizione non riguarda solo gli interessi polacchi e ucraini. Riguarda anche il confronto interno tra partiti e la capacità di presentarsi agli elettori come difensori degli interessi nazionali. Il rischio politico è che il sostegno all’Ucraina venga valutato sempre più in base al rendimento elettorale immediato, invece che alla sicurezza a lungo termine della Polonia e dell’Unione europea.
La retorica di Czarnek spinge inoltre verso un modello più conflittuale nei rapporti con le autorità ucraine. La PiS non propone, in questa dichiarazione, di interrompere necessariamente il sostegno a Kiev; lo collega però a richieste che aumentano la pressione sul governo ucraino e rendono la collaborazione più simile a uno scambio politico.
Un linguaggio di questo tipo può anche rendere più accettabili, nel dibattito pubblico polacco, atteggiamenti svalutativi nei confronti dell’Ucraina e dei suoi cittadini. La questione resta aperta: le parole di Czarnek si tradurranno in iniziative legislative, in nuove condizioni per l’assistenza bilaterale o resteranno soprattutto uno strumento di mobilitazione elettorale? La risposta determinerà se si tratta di una posizione personale destinata a rimanere nella campagna politica o dell’anticipazione di una nuova linea della PiS verso Kiev.