L’eurodeputata di Avs, Ilaria Salis, ha espresso preoccupazioni per una “vera e propria persecuzione da parte del governo ungherese”, dopo la conferma della sua immunità da parte della commissione affari giuridici del Parlamento europeo. Nonostante il sollievo iniziale, Salis riflette sulla continua tensione, evidenziando il supporto ricevuto anche da colleghi di destra, riporta Attuale.
Le provocazioni di un giornalista ungherese
Durante una conferenza stampa a Bruxelles, un giornalista ungherese, Zoltán Bugnyár di HirTV, ha provocato Salis mostrando una foto di un attivista di estrema destra, presuntamente aggredito da militanti di sinistra, compresa lei stessa. “Sono stufa di ricevere accuse e diffamazioni”, ha risposto Salis, sottolineando di non aver mai ricevuto accuse formali dalla magistratura ungherese. Ha quindi ribadito la sua innocenza e chiesto un processo in un Paese che garantisca un’equa giustizia.
La richiesta in conferenza stampa: «Voglio un processo in Italia»
Salis ha poi richiesto l’intervento delle autorità italiane per proteggere i suoi diritti fondamentali, affermando: “Voglio essere processata in Italia, non in Ungheria”, e denunciando l’impossibilità di un processo giusto in quel Paese. Ha criticato le affermazioni della Lega di Matteo Salvini e ha dichiarato: “La giustizia in Ungheria è vendetta e propaganda. Dimostra una volontà precisa: silenziarmi e screditarmi in quanto eurodeputata attraverso la diffamazione e la minaccia”.