Crisis politica in Danimarca: Frederiksen si candida per un terzo mandato
I socialdemocratici guidati dalla premier uscente Mette Frederiksen si confermano primo partito alle elezioni legislative di ieri in Danimarca, ma hanno registrato il peggior risultato da oltre un secolo, mancando la maggioranza in parlamento. La 48enne, nota per il suo forte sostegno all’Ucraina e per un approccio restrittivo all’immigrazione, ha dichiarato di essere pronta per un terzo mandato, ma ha riconosciuto le difficoltà nel formare un nuovo esecutivo. Sarà il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen con il suo partito centrista a detenere la chiave per il futuro governo, rendendolo fondamentale nei negoziati per una nuova coalizione, riporta Attuale.
Il sistema proporzionale danese porta frequentemente a governi di coalizione dopo lunghe trattative. Frederiksen ha guidato il primo governo in decenni a oltrepassare la tradizionale divisione tra destra e sinistra, ma il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen, principale sfidante di centrodestra, ha dichiarato che il suo partito liberale non è più disposto a trattare con i socialdemocratici.
Il blocco di sinistra ha ottenuto 84 seggi in Parlamento, contro i 77 dei partiti di destra, senza raggiungere i 90 necessari per la maggioranza. Entrambi i fronti dipendono quindi dai 14 seggi conquistati dal partito Moderato di Rasmussen, il quale si trova ora nel ruolo chiave di ago della bilancia.
Malgrado la perdita di punti, Frederiksen continua a essere una figura rilevante in Danimarca. Questa situazione riflette una tendenza più ampia in Europa, dove il centrosinistra mostra una rinnovata vitalità. Le recenti elezioni in Spagna, Francia, Slovenia e ora in Danimarca segnalano che opporsi alle politiche di stampo trumpiano potrebbe rivelarsi una strategia vincente a livello continentale.