Incendio ai cavi ad alta tensione causa blackout per 50 mila famiglie a Berlino

04.01.2026 19:35
Incendio ai cavi ad alta tensione causa blackout per 50 mila famiglie a Berlino

Sabato pomeriggio, circa 50.000 abitazioni e negozi a Berlino sono stati privati di elettricità e riscaldamento a seguito di un incendio doloso appiccato ai cavi dell’alta tensione. Inizialmente sospettato di essere un sabotaggio russo, l’incendio è stato successivamente rivendicato da un gruppo di attivisti che hanno dichiarato di voler “togliere la benzina alla classe dirigente”. La ripristino dell’elettricità, particolarmente urgente in un momento in cui le temperature sono sotto zero, potrebbe non avvenire prima di giovedì, riporta Attuale.

Le zone colpite includono quartieri del Sud-Ovest della capitale tedesca, come Nikolassee, Wahnssee, Lichterfelde e Zehlendorf. Il blackout ha messo in forte difficoltà numerosi residenti, con molte case di riposo e ospedali a dover affrontare la mancanza di riscaldamento. A fronte di circa 45.500 abitazioni e 2.200 esercizi commerciali interessati, l’operatore energetico Stromnetz Berlin ha comunicato che alcuni utenti hanno già riavuto l’allacciamento, mentre per altri, circa 35.000 in totale, le riparazioni “potrebbero richiedere molto tempo”.

Operazioni di polizia sono state avviate nella zona dell’incendio, che ha avuto luogo su un ponte del canale di Teltow, nei pressi della centrale termoelettrica di Lichterfelde. È stato deciso di prolungare le ferie scolastiche, mentre il trasporto pubblico continua a funzionare, sebbene senza la possibilità di acquistare biglietti e con cartelloni elettronici non funzionanti.

La rivendicazione

In seguito all’incendio, la polizia di Berlino ha ricevuto un manifesto da un gruppo chiamato “Vulkangruppe”, composto da militanti di sinistra radicale che si oppongono alle politiche climatiche e all’intelligenza artificiale. Il loro obiettivo era quello di colpire i quartieri più benestanti come forma di protesta. Hanno chiesto scusa ai meno abbienti colpiti dal blackout, affermando che il loro attacco mirava principalmente a “molte ville della zona”. Tuttavia, l’assenza di elettricità ha colpito anche strutture essenziali.

Il manifesto parla di “tagliare la benzina alla classe dirigente” e critica l’“ingordigia energetica” delle élite. Gli attivisti affermano che la loro azione rappresenta “un atto di autodifesa e di solidarietà internazionale” verso quelli che si battono per l’ambiente. Sottolineano anche l’impatto negativo dei centri di produzione dell’intelligenza artificiale, accusati di drenare risorse essenziali.

Un attacco simile era avvenuto a settembre, lasciando il Sud-Est della città senza elettricità per sessanta ore, il blackout più lungo dalla Seconda Guerra Mondiale. Questa volta, però, le conseguenze potrebbero rivelarsi molto più gravi.

1 Comment

  1. Una volta i problemi si risolvevano in altro modo… Che disastro, poi con le temperature così basse! Si parla di protesta, ma colpire chi non ha nulla è davvero giusto? Mi fa pensare a casa nostra, l’Italia, dove si usano spesso le manifestazioni per attirare l’attenzione, ma a che prezzo?

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