Morta Libera, la donna toscana di 55 anni che si è somministrata il farmaco per il fine vita

25.03.2026 15:15
Morta Libera, la donna toscana di 55 anni che si è somministrata il farmaco per il fine vita

Firenze, 25 marzo 2025 – Libera, una donna toscana di 55 anni affetta da sclerosi multipla, è morta oggi dopo aver effettuato autonomamente l’infusione del farmaco letale tramite un dispositivo con comando oculare, predisposto dal Cnr per consentirle di attivare l’infusione per il fine vita, riporta Attuale.

Con questo gesto, Libera diventa la 14esima persona in Italia ad accedere al suicidio medicalmente assistito e la seconda in Toscana, secondo quanto comunicato dall’Associazione Luca Coscioni.

La storia di Libera

Nel marzo 2024, Libera aveva richiesto all’Asl la verifica delle condizioni per il suicidio assistito e fu ammessa. Essendo paralizzata dal collo in giù e non potendo assumere autonomamente il farmaco letale, Libera, assistita dall’avvocata Filomena Gallo – Segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni –, presentò un ricorso d’urgenza al tribunale di Firenze nel marzo 2025, affinché il suo medico potesse somministrare il farmaco.

Il giudice, però, sollevò una questione di legittimità costituzionale sull’articolo 579 del codice penale, che considera reato di omicidio del consenziente la somministrazione del farmaco da parte del medico.

La decisione della Corte

A luglio 2025, la Corte costituzionale richiese urgentemente la verifica a livello nazionale e internazionale della disponibilità di dispositivi idonei per l’autosomministrazione del farmaco per il suicidio assistito. Dopo varie verifiche tecniche e legali, il 20 novembre 2025, il Cnr ricevette l’ordine dai giudici di realizzare e fornire il macchinario entro 90 giorni.

Di recente, il dispositivo è stato consegnato e oggi, 25 marzo, Libera lo ha attivato autonomamente, utilizzando un sistema di puntamento oculare collegato a una pompa infusionale, superando la sua condizione di tetraparesi spastica che le impediva di premere il tasto di attivazione del macchinario convenzionale per questa procedura.

Il precedente di Laura Santi

Il caso di Libera richiama fortemente quello di Laura Santi, una donna di 50 anni dell’Umbria, morta dopo un lungo processo legale per ottenere il diritto al suicidio medicalmente assistito. Dopo tre anni dalla sua prima richiesta all’Asl e attraverso vari ricorsi legali, Laura ha ottenuto solo nel novembre 2024 una relazione medica che confermava i requisiti richiesti dalla sentenza 2422019 della Corte costituzionale, ricevendo nel giugno 2025 anche la convalida da parte del collegio medico e del comitato etico sul protocollo farmacologico.

1 Comment

  1. Non posso credere a quello che è successo. In un paese come l’Italia, dove si parla tanto di diritti, ci troviamo a discutere di queste cose in modo così strano… È triste e toccante vedere persone costrette a lottare per la loro dignità fino alla fine. Che mondo stiamo creando?

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