Inchiesta su Garante della Privacy: vertici coinvolti in corruzione e peculato

15.01.2026 21:45
Inchiesta su Garante della Privacy: vertici coinvolti in corruzione e peculato

Roma – L’inchiesta che coinvolge i vertici dell’Autorità Garante per la Privacy si trova in una fase cruciale, con un’approfondita analisi tecnica e verifiche documentali in atto. Dopo le perquisizioni effettuate dai militari della Guardia di Finanza ieri negli uffici e nelle abitazioni private degli indagati, gli inquirenti si concentrano ora su una vasta quantità di materiale informatico e sulla documentazione contabile sequestrata, riporta Attuale.

Il procedimento, coordinato dalla Procura di Roma, coinvolge il presidente Pasquale Stanzione e altri tre membri dell’Autorità: la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e i membri Agostino Ghiglia e Guido Scorza, accusati di peculato e corruzione. L’azione legale è stata avviata dopo che la trasmissione Report ha evidenziato spese di rappresentanza anomale da parte dei membri dell’Autorità, rivelando un quadro investigativo complesso sviluppato su due fronti.

I rimborsi per trasferte e le note spese

Il primo aspetto dell’indagine riguarda la gestione delle risorse pubbliche e le spese operative dell’ente. Secondo l’accusa formulata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, gli indagati avrebbero abusato delle risorse dell’Autorità per ottenere rimborsi e perseguire interessi personali estranei alle loro funzioni istituzionali. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria ha messo sotto scrutinio i rimborsi per trasferte, le spese ristorative e l’uso dei servizi di scorta per scopi privati. Risulta significativo, in questo contesto, il possesso di tessere “Volare Classe Executive” dal valore di circa 6.000 euro ciascuna, finanziate con fondi pubblici. Inoltre, i costi di rappresentanza e gestione sono aumentati da 851.000 euro nel 2021 a 1,25 milioni di euro nel 2024, comprendendo “rimborsi per viaggi, soggiorni in hotel a cinque stelle, cene di rappresentanza, spese di lavanderia, nonché costi per attività sportive e di benessere personale”.

Ipotesi di corruzione sull’attività sanzionatoria

Il secondo aspetto cruciale dell’indagine è l’ipotesi di corruzione legata all’attività sanzionatoria. I magistrati sospettano che la determinazione delle multe sia stata influenzata da rapporti impropri con grandi operatori tecnologici e società nazionali. Un caso emblematico riguarda l’approvazione del primo modello di smart glasses commercializzato da Meta, i Ray-Ban Stories. Inizialmente, i tecnici avevano proposto una sanzione di 44 milioni di euro, successivamente ridotta a 12,5 milioni e infine a 1 milione, ma l’adozione di questa sanzione avvenuta con notevole ritardo ha portato a un’annullamento in autotutela. Gli investigatori sospettano che la decisione sia stata influenzata da interlocuzioni riservate e vantaggi personali ricevuti.

Gestione della sanzione a Ita Airways

Parallelamente, è in corso un’analisi riguardante la gestione del fascicolo su Ita Airways. Nonostante siano state riscontrate irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni dei dipendenti, l’Autorità avrebbe imposto una sanzione considerata “solo formale”, evitando misure più severe. Il sospetto è che l’azione di vigilanza sia stata “ammorbidita” a fronte di trattative riservate o vantaggi in corso di accertamento.

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