Ingiustificata mancanza di documentazione clinica nel caso di Domenico Caliendo
La documentazione clinica inviata dal Monaldi alla famiglia di Domenico Caliendo risulta incompleta, secondo quanto denunciato dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei familiari del bambino di due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio a causa di un cuore lesionato. Questa denuncia solleva ulteriori interrogativi su una vicenda già costellata di dubbi, riporta Attuale.
Petruzzi ha evidenziato che dalla cartella clinica fornita dal Monaldi manca il diario di perfusione, un documento cruciale che registrerebbe il momento esatto della rimozione del cuore del bambino prima dell’impianto dell’organo danneggiato. “La mancanza di questo documento è inaccettabile”, ha affermato l’avvocato, sottolineando che oggi si presenterà presso la Procura di Napoli per segnalare formalmente questa anomalia e richiedere ai magistrati di acquisire il documento mancante.
Oltre a questa lacuna, Petruzzi ha messo in luce un’altra criticità: la scansione temporale degli eventi presenti nella documentazione è troppo generica e priva di un minutaggio preciso, essenziale per una ricostruzione accurata delle fasi operative. “Anche se le fasi sono descritte cronologicamente, manca il minutaggio necessario per comprendere il susseguirsi degli eventi”, ha dichiarato Petruzzi, suggerendo la possibilità di un reato di falso.
Il legale prevede di sottoporre queste due mancanze direttamente all’attenzione del sostituto procuratore Antonio Ricci e di Giuseppe Tittaferrante, della VI Sezione “Lavoro e colpe professionali” della Procura di Napoli.
Nel medesimo incontro, Petruzzi presenterà anche la nomina di un consulente tecnico di parte—un anatomopatologo—per l’autopsia sul corpo del piccolo Domenico, esame che, sebbene non sia ancora stato programmato, è cruciale per accertare le cause del decesso e le eventuali responsabilità.
“Il mio unico rimpianto è che tutto quello che ho fatto per mio figlio non è bastato. Forse avrei dovuto capire prima, scoprire prima, intervenire prima”, ha dichiarato la madre di Domenico, Patrizia Mercolino, dal rifugio di Nola, mentre affronta sessanta giorni di dolore.
Nel frattempo, l’attività investigativa dei carabinieri del Nas continua senza sosta. Ieri, i carabinieri sono tornati al Monaldi, indicando che il raggio delle indagini potrebbe ancora amplificarsi.
Sul fronte giuridico, la Procura di Napoli ha già emesso sei avvisi di garanzia a sanitari coinvolti nel caso, accusandoli di omicidio colposo. Contestualmente, i magistrati hanno disposto il sequestro dei telefoni cellulari dei sei medici, al fine di ricostruire le comunicazioni intercorse dal 23 dicembre 2025, giorno dell’intervento chirurgico, fino al decesso.
L’inchiesta ha anche assunto dimensioni interregionali. La Procura di Bolzano, competente per eventuali eventi accaduti all’ospedale San Maurizio, ha già trasmesso la propria documentazione alla Procura di Napoli, dando il via a un filone parallelo che potrebbe coinvolgere i sanitari altoatesini che hanno partecipato all’espianto dell’organo.