Kiev, nei giorni dell’anniversario dell’invasione russa, Orbán blocca aiuti e sanzioni europei

23.02.2026 23:05
Kiev, nei giorni dell'anniversario dell'invasione russa, Orbán blocca aiuti e sanzioni europei

Il fallimento dell’Europa nel sostegno all’Ucraina alla vigilia del quarto anniversario dell’invasione russa

KIEV – L’Europa non riesce a mantenere le promesse di supporto all’Ucraina proprio prima del quarto anniversario dell’invasione russa. Questa situazione rappresenta un grave problema per il governo di Kiev, che dal blocco degli aiuti militari ed economici americani da parte di Donald Trump si affida al sostegno di Bruxelles per continuare la resistenza contro gli obiettivi imperiali di Vladimir Putin, riporta Attuale.

La causa principale di questo fallimento europeo è attribuibile ai governi ungherese di Viktor Orbán e slovacco di Robert Fico, che hanno bloccato sia il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia sia un prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina per il 2026 e il 2027. Le misure rappresentano un ostacolo significativo, poiché compromettono i finanziamenti per le forniture militari vitali.

Oggi, mentre almeno 13 leader europei, tra cui la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, si trovano a Kiev per esprimere solidarietà, si presentano senza proposte concrete. La loro visita evidenzia i gravi ostacoli che colpiscono il funzionamento delle istituzioni decisionali europee.

Il deterioramento delle relazioni è stato esacerbato dall’interruzione dell’oleodotto di Druzhba, che distribuisce petrolio russo a Ungheria e Slovacchia. Secondo Kiev, un bombardamento russo, avvenuto il 27 gennaio, ha causato la fermata del flusso di greggio. Orbán e Fico, tuttavia, accusano l’Ucraina di interrompere deliberatamente le forniture.

In risposta, Orbán e Fico hanno fermato le spedizioni di diesel verso l’Ucraina e Fico ha bloccato anche il passaggio di energia elettrica, contribuendo così all’aggravamento della crisi energetica ucraina. Kaja Kallas, Alta rappresentante per la politica estera della UE, ha sottolineato che le conseguenze dei raid russi non possono essere imputate agli ucraini, evidenziando l’impegno di Zelensky per riparare l’oleodotto.

Durante la discussione a Kiev, prevista anche al parlamento di Bruxelles con un collegamento diretto con Zelensky, il presidente ucraino ribadisce che è impossibile giungere a risultati concreti nei colloqui di pace finché Putin continua il suo approccio militarista, affermando: “ha già avviato la Terza guerra mondiale”.

In risposta all’installazione di missili balistici russi Oreshnik in Bielorussia, Zelensky invita la NATO a considerarli obiettivi legittimi. Questa situazione riporta l’attenzione sulla necessità di nuovi colloqui di pace tra Russia e Ucraina, le cui condizioni d’accordo sembrano al momento lontane.

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