Incontro a Ginevra: Stati Uniti e Ucraina discutono il “piano Trump” per la pace

24.11.2025 10:25
Incontro a Ginevra: Stati Uniti e Ucraina discutono il "piano Trump" per la pace

Progresso nei negoziati tra Stati Uniti e Ucraina sul piano di pace

Durante l’incontro di domenica a Ginevra tra rappresentanti statunitensi e ucraini per discutere del piano Trump per porre fine al conflitto in Ucraina, entrambe le parti hanno dichiarato di aver registrato progressi. Marco Rubio, segretario di Stato statunitense, ha espresso un “grande ottimismo” nel raggiungimento di un accordo “in tempi ragionevoli”. Anche Andriy Yermak, capo della delegazione ucraina, ha riferito di “progressi molto buoni”, riporta Attuale.

Il presidente statunitense Donald Trump ha concesso all’Ucraina un termine fino a giovedì, giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, per accettare il piano, ma Rubio ha fatto intendere che la scadenza potrebbe essere prorogata. Nei prossimi giorni, sono previsti ulteriori incontri tra statunitensi e ucraini per modificare il piano di Trump. Martedì, i leader europei si uniranno ai colloqui, mentre il dibattito sulla vera origine e natura del piano assume una crescente importanza.

La questione è emersa la settimana scorsa, quando il piano è stato anticipato da alcuni media, in quanto le condizioni delineate sembrano estremamente favorevoli alla Russia, configurando di fatto una resa totale per l’Ucraina. Alcuni di questi requisiti erano stati precedentemente considerati inaccettabili dallo stesso Rubio in tentativi negoziali passati.

Un gruppo bipartisan di senatori statunitensi che hanno partecipato a una riunione con Rubio ha riferito che il segretario di Stato ha dichiarato che il piano “non è il piano dell’amministrazione” Trump, ma una “lista dei desideri dei russi”, come ha affermato il senatore indipendente Angus King. Secondo quanto riportato, Rubio ha sostenuto che il piano è sostanzialmente composto dalle richieste russe utilizzate dagli Stati Uniti come base per trattare con gli ucraini. Tuttavia, Rubio ha smentito queste affermazioni sui social media, ribadendo che il piano “è stato scritto dagli Stati Uniti”, integrando spunti sia dalla Russia sia dall’Ucraina.

Se il piano fosse realmente emerso come una “lista dei desideri dei russi”, questo significherebbe che esisterebbero ampi margini di manovra per eventuali modifiche. Tuttavia, se rappresentasse la posizione ufficiale degli Stati Uniti e dell’amministrazione Trump, rigettarne anche una parte potrebbe risultare complicato per l’Ucraina.

Domenica, il primo ministro polacco Donald Tusk ha sollevato questo dilemma, affermando che “prima di iniziare a lavorare [sul piano], sarebbe opportuno sapere con certezza chi l’ha redatto e dove è stato concepito”. Negoziare sulla base di una lista dei desideri di Putin è nettamente diverso rispetto a farlo su una lista di desideri di Trump.

Attualmente, tutte le indicazioni portano a considerare la prima ipotesi. Il piano, peraltro, sarebbe nato a fine ottobre da una riunione a Miami tra Steve Witkoff, capo dei negoziatori di Trump; Jared Kushner, genero di Trump coinvolto nelle attività diplomatiche; e Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo e rappresentante del regime di Vladimir Putin. Witkoff è noto per la sua disponibilità nei confronti delle istanze russe e il piano riflette in gran parte le posizioni del governo di Mosca.

Secondo diverse fonti, Rubio, pur essendo a capo della diplomazia statunitense, sarebbe stato informato dell’esistenza del piano solo in un secondo momento, quando questo era già stato redatto. Anche Trump ne sarebbe venuto a conoscenza in un secondo momento, decidendo di appoggiare il piano poiché lo ha considerato un’opportunità per giungere rapidamente a un accordo, mettendo in difficoltà gli ucraini.

Ora, i negoziati sul piano potrebbero prendere due direzioni diverse. L’amministrazione Trump potrebbe sostenere che il piano non può subire modifiche sostanziali, costringendo gli ucraini ad accettarlo così com’è: una situazione che creerebbe enormi problemi non solo per l’Ucraina, ma anche per l’Europa. In alternativa, ucraini ed europei potrebbero riuscire a emendare il piano in modo da renderlo accettabile per l’Ucraina. Tuttavia, ciò potrebbe spingere la Russia a ritirarsi dai negoziati.

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