Pescara, aggiornamenti sulla vicenda della famiglia nel bosco
Pescara, 13 marzo 2026 – La situazione della famiglia nel bosco ha preso una piega inaspettata. Dopo l’allontanamento della madre dai suoi tre figli, il padre, Nathan, ha iniziato a esprimere posizioni più concilianti, criticando l’atteggiamento di sua moglie Catherine, nell’intento di ricomporre la famiglia e porre fine a un incubo che dura da quasi quattro mesi, riporta Attuale.
Ieri si è svolto un incontro privato di quasi tre ore tra il assistente sociale Veruska D’Angelo, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, e Nathan. Questo incontro ha segnato un tentativo di ricomposizione familiare dopo l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila del 20 novembre 2025, che ha sospeso la potestà genitoriale di entrambi i genitori.
Il confronto si è tenuto a Monteodorisio, presso la sede dell’Ecad, ente d’ambito dell’Alto Vastese. Qui, Nathan ha cercato di comunicare le sue intenzioni per riunire la sua famiglia, dopo che il Tribunale ha disposto il collocamento dei bambini in una casa famiglia a causa delle condizioni di vita precarie in cui si trovavano. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, i rapporti tra le parti sono stati tesi, e l’assistente sociale D’Angelo ha descritto Catherine come una persona “oppositiva e riluttante a rispettare regole diverse dalle proprie”.
Durante l’incontro, sono state discusse le modalità per un possibile ricongiungimento dei bambini con i genitori, mentre la situazione della famiglia rimane sotto scrutinio da parte delle autorità competenti. Nel frattempo, il Garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, ha visitato la casa famiglia a Vasto, dove i tre bambini risiedono ora, confermando che l’incontro di ieri ha creato “le basi per un ricongiungimento effettivo”.
Il caso ha suscitato grandi preoccupazioni tra gli esperti, con medici e psicologi che hanno espresso il loro timore per l’impatto psicologico che questo allontanamento potrebbe avere sui minori. Lo psichiatra Tonino Cantelmi ha evidenziato le difficoltà che i bambini stanno affrontando, sottolineando la necessità di valutare attentamente l’efficacia della soluzione adottata. “I bambini vivono con tanti adulti per loro sconosciuti”, ha detto Cantelmi, chiedendo di riflettere sulla vera socializzazione che possono avere in questo nuovo contesto.
L’indagine sul caso si è intensificata dopo le recenti polemiche e le minacce ricevute dal giudice Cecilia Angrisano, che sta presiedendo il caso. In risposta, il ministero della Giustizia ha inviato degli ispettori al Tribunale dei minorenni dell’Aquila per acquisire ulteriori informazioni e comprendere meglio le dinamiche in corso. Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato la situazione, definendola un “caso di violenza istituzionale” che solleva preoccupazioni generali, evidenziando le disparità nel trattamento dei minori in condizioni di vulnerabilità.
La vicenda continua a evolversi, con un’attenzione crescente da parte della società civile e delle istituzioni, in un contesto di dibattito pubblico fitto e spesso divisivo, su temi di responsabilità genitoriale, diritti dei minori e interventi delle autorità competenti.